Mind The Bridge
Una valigia, un sogno e un volo per la Silicon Valley
Mind The Bridge Competition – I finalisti
Una valigia, un sogno e un volo per la Silicon Valley
Editoria per l’infanzia, servizi per customer service, radio, consulenze, moda, ingegneria aerospaziale, social tv. Ecco i migliori 7 progetti selezionati per la fase finale del 2012 in California
- Report integrale allegato a fondo pagina -
Milano 21 NOV – Dopo un percorso di circa un anno e il passaggio attraverso diverse sessioni di valutazione, sono 7 le startup scelte dal Selection Commettee della Mind the Bridge Foundation per lafase finale dell’omonima competizione per business plan che si terrà in America a febbraio 2012:
1. Archimedia con iLIKE.TV: Cross-media social network - un nuovo modello di programma televisivo che coinvolge gli spettatori
2. d-orbit: Dispositivi per riportare satelliti nell'atmosfera e distruggerli quando smettono di lavorare, fornendo accesso pulito e sicuro allo spazio
3. Nextstyler: Piattaforma web che fornisce una vetrina per gli stilisti emergenti unita a un negozio online che consente una nuova esperienza di acquisto
4. Stereomood: Internet-radio emozionale che trasmette la musica che meglio si adatta all’atmosfera e alle attività dei suoi ascoltatori
5. Timbuktu: Prima rivista su iPad per bambini che visualizza notizie e storie attraverso rivoluzionari metodi di educazione
6. Vinswer: Marketplace che consente agli utenti di monetizzare la propria expertise attraverso video chat a pagamento
7. Vivocha: Piattaforma multicanale di Online Customer Interaction che propone agli utenti Internet di interagire con un operatore di contact center in tempo reale senza configurazioni o installazioni.
I nomi dei vincitori sono stati rivelati stamani a San Francisco da Marco Marinucci e Alberto Onetti, rispettivamente fondatore e chairman di Mind the Bridge, in un video registrato come da tradizione sotto il Bay Bridge e pubblicato online.
Ad attenderli, per un periodo di incubazione di circa 1 mese, il GYM, ovvero la startup school di Mind the Bridge con sede a One Market, San Francisco: qui le startup potranno affinare il proprio progetto imprenditoriale anche grazie all’affiancamento di un mentor dedicato, che le seguirà nel percorso di crescita mediante incontri 1to1 su base settimanale. Inoltre, in attesa di affrontare le finali della Competition previste nel mese di febbraio a Stanford, insegnamenti teorici e pratici contribuiranno alla messa a punto delle loro idee di business sia per il mercato che per la ricerca di possibili investitori.
Ben il 69% delle startup sono infatti alla ricerca di un finanziamento da Venture Capital, così come emerso dall’analisi dei dati della Survey 2011 “Startups in Italy. Facts&Trends” presentata in occasione del Venture Camp a Milano e realizzata dalla Fondazione Mind the Bridge con il supporto scientifico del CrESIT. La percentuale sale addirittura al 76% se si restringe l’analisi alle società maggiormente strutturate come nel caso delle 7 startup selezionate.
“Quest’anno è stato veramente difficile scegliere - segnala Alberto Onetti, Chairman di Mind the Bridge - tutti i progetti presentati al Corriere della Sera così come molti di quelli che avevamo analizzato al Boot Camp di Torino sono di alta qualità e notevole interesse. Siamo fiduciosi di portare in Silicon Valley un gruppo di startup che farà fare bella figura all’Italia e alle sue capacità di innovazione. Vogliamo creare casi di successo e quest’anno abbiamo veramente dei candidati importanti su cui lavorare. Per 2 startup ci sarà poi una opportunità aggiuntiva di fermasi al nostro Gym per un periodo più lungo: questo grazie al contributo di RCS Mediagroup(che comunicherà il vincitore il 24 novembre) e del Premio Gaetano Marzotto (il cui vincitore sarà annunciato sabato 26 sera a Vicenza)”.
Le idee-progetto, tutte ad alto contenuto di innovazione, mostrano una presenza femminile ancora limitata ma in costante aumento e campi di applicazione non solo web-based. Il profilo medio degli startupper italiani appare infatti costituito ancora perlopiù da maschi trentaduenni, residenti al Centro (39%) o al Nord Italia (35%) – significativa la presenza su Milano e Roma - laureati e spesso in possesso di un Master o di un Dottorato di Ricerca. L’80%, ha lavorato in azienda – quasi uno su due all’estero - mediamente per 6/7 anni prima dell’avvio della propria attività imprenditoriale. Il campo di operatività nell’85% dei casi è rappresentato da web e ICT. Numericamente inferiore risulta invece il ruolo delle imprese operanti nelle clean technologies (10%) e in ambito biotech/life sciences (5%).
Risulta anche confermata la correlazione inversa tra numerosità delle imprese e livello di investimenti richiesti per avviare il progetto di impresa: per far partire un progetto in ambito web o software sono richiesti investimenti minimi in fase di startup, al contrario di quanto avviene per lo sviluppo di tecnologie in campo biomedicale e biotecnologico o di dispositivi e hardware.
“Le applicazioni web - commenta Marco Marinucci, Executive Director di Mind the Bridge - fanno la parte da leone. Però tra le sette che porteremo in Silicon Valley ci sono anche solidi progetti in ambito aerospaziale e televisivo. Insomma una vetrina interessante e competitiva della capacità di innovazione italiana”.
Ma conosciamo nel dettaglio chi sono i finalisti Mind the Bridge 2011/2012:
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Un percorso, quello dei vincitori, iniziato con l’Italy Tour a febbraio 2011, continuato con la consegna dei business plan fino a luglio e proseguito con il Bootcamp di Torino organizzato il 23 e 24 settembre presso le Officine Grandi Riparazioni con lo scopo di aiutare i partecipanti a chiarire, creare e comunicare un business plan valido e meritevole di sostegno finanziario. Con il Venture Camp di novembre si chiude la fase italiana di Mind the Bridge e l’annuncio dei finalisti 2012 apre la fase finale che prenderà avvio con l’anno nuovo in America e che culminerà con la proclamazione dei vincitori.
Serena Orizi per Mind the Bridge Foundation
Mirandola Comunicazione
Ufficio (+39) 0524574708 - Mobile (+39) 3204205558
serena@mirandolacomunicazione.it - Skype soloori
Mind The Bridge
La Fondazione Mind the Bridge è un’iniziativa non-profit ideata da Marco Marinucci. In una delle tante giornate lavorative da manager di Google, Marco trasse ispirazione da un progetto di mentoring e business plan competition che stava seguendo in Africa. Colpito dal forte impatto di una tale iniziativa, decise di replicare il modello in Italia con la speranza di ottenere un risultato altrettanto dirompente.
La Fondazione è gestita da un Board con Marco come Direttore Esecutivo. L’incarico di Chairman e di direttore delle operazioni in Italia è rivestito da Alberto Onetti, professore universitario con un’approfondita conoscenza dell’ecosistema Silicon Valley. Il Board guida la direzione dell’iniziativa e definisce i suoi obiettivi organizzativi.
Lo scopo finale della Fondazione è quello di promuovere un ecosistema imprenditoriale italiano sostenibile e di spronare idee sempre più innovative al fine di consentire agli imprenditori italiani di entrare in diretto contatto con il più esperto ecosistema imprenditoriale del mondo, la Silicon Valley, sia come sviluppo di mercato che di ricerca capitali.
Ogni anno Mind the Bridge organizza l’annuale concorso di business plan con l’intento di selezionare le migliori e più innovative idee di business fra tutti i partecipanti di talento. Alle start-up selezionate Mind the Bridge offre la possibilità di partecipare a un Boot Camp formativo e a diverse sessioni di Coaching, in preparazione per il MtB Venture Camp di Milano. Mind the Bridge ospita anche gli eventi “MtB Gran Finale”, un roadshow negli Stati Uniti che presenta il programma dei finalisti. Attraverso la Business Plan Competition e il programma di affiliazione per gli incubatori italiani e gli sponsor, le start-up selezionate saranno ammesse alla “Mind the Bridge Gym”, un programma di formazione e mentoring che ha come base la Silicon Valley, Pier 38, San Francisco.
Con tali programmi, lo sviluppo di attività di policy-making e la valorizzazione di role-model di successo, la Fondazione si prefigge come scopo ultimo quello di essere rilevante per un cambiamento generazionale all’approccio all’imprenditorialità, potendo incidere sul fattore di produzione di tecnologia italiana.
Uploaded on 21/11/2011
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