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Paolo Iabichino Dottore Honoris Causa all’Università di Urbino Carlo Bo

Iabicus
Evento
Mirandola Comunicazione

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Paolo Iabichino Dottore Honoris Causa  all’Università di Urbino Carlo Bo

 

 

L’Università degli studi di Urbino Carlo Bo conferisce al Direttore Creativo e Scrittore Pubblicitario Paolo Iabichino una Laurea Magistrale Honoris Causa in Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni per essersi distinto nel corso della propria carriera

Oggi 15 novembre, alle ore 11.30, la Lectio Magistralis “La Pubblicità Civile - Il futuro della comunicazione d’impresa,  per dare un futuro alla comunicazione d’impresa” in diretta streaming al
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Il podcast disponibile in questo link su Spotify.

 

 

Milano, 15 novembre 2021 - Il Magnifico Rettore dell’Università di Urbino Carlo Bo conferisce la Laurea Magistrale Honoris Causa in Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni a Paolo Iabichino, Direttore Creativo e Scrittore Pubblicitario dal 1990 e oggi tra gli esponenti di una Pubblicità Civile in grado di creare valore per l’ambiente in cui viviamo, vocazione ultima di chi fa questo mestiere. 

Due volte giurato al Festival di Cannes, docente in diversi master universitari e dal 2018 è stato scelto dalla Scuola Holden per i corsi HoldenPro riservati ai professionisti. È stato anche Maestro dei College dedicati alle narrazioni transmediali e story design. Ha ricevuto il Premio Emanuele Pirella come “comunicatore dell'anno” nel 2018, dopo una carriera che lo ha visto partire copywriter e diventare Chief Creative Officer di Ogilvy Italia, lavorando con importanti brand internazionali. Nel 2019 esce dalla multinazionale e firma progetti come Iabicus, da giugno 2020 collabora con Ipsos Italia all'Osservatorio Civic Brands, un nuovo progetto editoriale che vuole indagare e raccontare l'impegno sociale delle aziende e brand in Italia.

Sono coetaneo dell’Internet e mi piace pensare che in qualche modo il nostro destino abbia iniziato a intrecciarsi mentre il mondo conosceva i fasti dello sboom economico. Mentre mi avventuravo tra i banchi dell’università e i tavoli di una pizzeria e alla vigilia del millennium bug, decisi di lasciare entrambe perché scrivere la pubblicità mi sembrava infinitamente più urgente per le mie sorti finanziarie. Il 2006-2007, con la copertina del TIME che ci magnificava come “Person of the year” con lo YOU sovraimpresso sullo schermo, è il momento in cui ho cominciato a ripensare l’atteggiamento progettuale con cui scrivere i miei messaggi” afferma Paolo Iabichino, Direttore Creativo e Scrittore Pubblicitario. “Internet ci costringeva a  una dimensione nuova, la scrittura digitale mi stava insegnando che non ero io a decidere come l’utente avrebbe raccolto ciò che avevo da dire, ma chi stava davanti a un monitor. Questo mi costringeva, ci costringeva, a una responsabilità inedita: mettere il controllo nelle mani di soggetti fino a quel momento passivi nei confronti della comunicazione pubblicitaria. Nel 2010 riuscii a mettere in fila questo tipo di pensiero dentro un libro che già nel titolo voleva imporre un nuovo senso di direzione al mestiere della Comunicazione d’Impresa: Invertising”.

Uscito nel 2010 “Invertising”, dopo cinque ristampe, l’adozione in diverse Università e dopo aver dato il nome a un corso di pubblicità per giovani creativi all’Istituto europeo di Design di Milano, ha ricevuto un importante riconoscimento da parte di treccani.it che ha inserito Invertising tra i neologismi monitorati all’interno di una rubrica settimanale dedicata alle nuove parole del contemporaneo.

Il libro chiedeva alle marche di adottare nuovi linguaggi per provare a coinvolgere un pubblico sempre più disincantato e critico, invitava all’inversione di marcia metafora resa quanto mai necessaria da uno scenario economico drammatico, ma principalmente da un sentimento di sfiducia e rancore verso spot, manifesti, pagine pubblicitarie, banner e tutto ciò che quotidianamente alimentava il “magico” mondo dell’advertising su scala globale.

“Con la maturazione dei social network e mentre stavo per diventare direttore creativo esecutivo del gruppo Ogilvy in Italia, nel 2014, osservavo un fenomeno inedito, quello della contaminazione, della partecipazione, della creatività ‘dal basso’, che a volte riesce a definire strategie, prodotti, attività di comunicazione e nuove direzioni. I brand si sono scoperti obbligati ad ascoltare avvicinando marche e persone, ad ascoltare le istanze di chi ci sta di fronte. Ho compreso che era l’ultima possibilità data per riscattare il mestiere della pubblicità. Se l’invertising aveva invertito il senso di marcia, ora si trattava di percorrere un nuovo tratto di strada” afferma Paolo Iabichino, Direttore Creativo e Scrittore Pubblicitario.

Vent’anni dopo le 95 tesi del Cluetrain Manifesto che si interrogavano sull’impatto di Internet sui mercati e sulle organizzazioni, Paolo Iabichino e 16 ragazzi e ragazze della Scuola Holden di Alessandro Baricco, nel 2019, riscrivono il famoso manifesto  prendendo in prestito il registro e la medesima impellenza con l’obiettivo di raccoglierne il testimone e produrre un nuovo documento, chiamato Newtrain Manifesto, per il mercato che verrà.

Un mercato in cui gli adulti non sembrano essere in grado di leggere le spinte rigenerative che arrivano dalle fasce più giovani della popolazione mondiale. Infatti, come emerge dalla prefazione di Iabichino al saggio Brand Activism di  Philip Kotler e Christian Sarkar uscito in Italia in autunno 2020, Paolo Iabichino mette in evidenza come, a differenza dei Millennial, i ragazzi e ragazze della generazione Z sembrano impermeabili alle lusinghe dello storytelling social-etico-responsabile e chiedono alle  imprese impegno, azioni, nuovi patti di relazione che trascendano le promesse della pubblicità per proporre  nuovi modelli di mercato. 

La prima analisi dell’osservatorio Civic Brand in collaborazione con Ipsos, conferma che le marche stanno assumendo un ruolo politico di guida per migliorare la società e che il 43% degli italiani, se deluso da un Brand, non acquista più i suoi prodotti o servizi.

Oggi Iabichino è impegnato in una forma di Pubblicità Civile, l’ultima frontiera della Comunicazione d’Impresa firmando nuovi progetti di comunicazione, al servizio di realtà che sentono la necessità di voltare pagina, creando strategie, progetti editoriali e di comunicazione per clienti come Altromercato, la cui campagna “Consumi o Scegli” è stata recentemente premiata con il Premio Aretè di Categoria Impresa,  il  Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano, che nel 2019 ha avviato una nuova fase  della propria strategia di comunicazione con Scaglie - uno spazio virtuale che racconta la filiera, Almo Nature Benefit Spa e molte altre realtà.

Oggi 15 novembre, presso l’Aula Magna di Palazzo Battiferri a Urbino e in diretta Streaming, alle 11:30, sul canale dell’Università degli studi di Urbino Carlo Bo, si terrà la cerimonia di Conferimento della Laurea Magistrale Honoris Causa in Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni a Paolo Iabichino, Scrittore Pubblicitario e Direttore Creativo.  La Lectio Magistralis sarà: “La pubblicità civile. Il futuro della comunicazione d’impresa, per dare un futuro alla comunicazione d’impresa.”

Le motivazioni che hanno portato il Dipartimento di Scienze della Comunicazione, Studi Umanistici e Internazionali (DISCUI) a proporre la candidatura al Magnifico Rettore Giorgio Calcagnini, sono: “Tra i pubblicitari italiani più conosciuti e apprezzati a livello nazionale e internazionale anche per la sua sensibilità nei confronti di un linguaggio pubblicitario meno commerciale e più sociale. L’esperienza professionale, didattica e di divulgazione a favore di una comunicazione pubblicitaria consapevole del proprio ruolo culturale e di una comunicazione digitale dal volto umano, intesa come strumento di empowerment sociale.”

 

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PAOLO IABICHINO
Scrive pubblicità dal 1990. Si occupa di creatività e nuovi linguaggi nella costruzione di contenuti fuori e dentro la Rete. Ha ideato il concetto di “Invertising” in un libro che è diventato un manifesto per un messaggio pubblicitario rinnovato e consapevole. Due volte giurato al Festival di Cannes, è stato scelto dalla Scuola Holden di Alessandro Baricco per essere Maestro nei corsi Holden Pro riservati ai professionisti ed è stato Maestro dei College dedicati alle narrazioni transmediali e allo story design.

È stato tra le firme di Wired Italia e del mensile del No Profit Vita. Nel 2018 ha ricevuto il Premio Emanuele Pirella come “comunicatore dell'anno”. Ha rivestito il ruolo di Chief Creative Officer di Ogilvy Italia ed è stato ai vertici di WPP, come EMEA Executive Creative Director per le agenzie digitali del Gruppo impegnate su tutti i brand FCA in Europa.

Oggi si dedica a nuovi progetti di comunicazione, al servizio di realtà che sentono la necessità di voltare pagina, firmando strategie, progetti editoriali e di comunicazione per clienti come Altromercato, Camera di commercio Milano, Parmigiano Reggiano, Università Cattolica del Sacro Cuore, Rio Mare, Dolomia, Almo Nature.

Il suo ultimo libro è "#Ibridocene. La Nuova Era del tempo sospeso", pubblicato per Hoepli Editore che gli ha affidato la direzione editoriale della collana Tracce. Con Ipsos Italia ha fondato l’Osservatorio Civic Brands, progetto editoriale e di ricerca che racconta l'impatto sociale di aziende e brand in Italia.

 

Per maggiori informazioni:
www.mirandola.net

Marisandra Lizzi | marisandra@mirandola.net | Tel: 0524 574708 | Cell: 348 3615042
Francesco Sicchiero| francesco.sicchiero@mirandola.net | Cell:366 8759702


pubblicato il 15/11/2021

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