Mind The Bridge

Why Italy matters: Key Lessons

L’Italia che può
Why Italy matters: Key Lessons
All’interno della tappa californiana dell’Italian Innovation Day proclamata la vincitrice della Mind the Bridge Competition: è Minteos, piattaforma per il monitoraggio ambientale con reti di sensori wireless. “Mind the Bridge? Un’esperienza assolutamente da non perdere”.
Le startup ci spiegano i perché
 
 
San Francisco, 1 aprile – Si è conclusa in festa, con la proclamazione dei vincitori della Mind the Bridge Competition 2010, la prima giornata dell’Italian Innovation Day, evento organizzato dalla fondazione non profit californiana ideata da Marco Marinucci con Intesa Sanpaolo e Booz&Co. Il gradino più alto del podio è toccato a Minteos, startup fondata 5 anni fa da Marco Brini e che ha sviluppato una piattaforma per il monitoraggio ambientale con reti di sensori wireless.
 
Dopo un intenso periodo di incubazione al Gym, la palestra imprenditoriale con sede al Pier 38 in San Francisco, sono state 12 le startup (le migliori uscite dalla Mind the Bridge Competition e dalla Intesa Sanpaolo Startup Initiative) che hanno presentato i propri progetti all’Università di Stanford alla presenza di un panel di investitori e professionisti del settore.
La proclamazione è avvenuta giovedì in tarda serata in California - primo mattino in Italia - a conclusione di una giornata interamente dedicata all’Italia e al ruolo che riveste oggi nel panorama internazionale: prima con la presentazione di un White Paper dal titolo “Why Italy Matters” scritto da Richard Vietor della Harvard Business School, Alberto Onetti di Mind the Bridge/Università dell’Insubria e Fernando Napolitano di Booz & Co, e poi con i “pitch” dei singoli progetti delle startup finaliste.
 
A valutare la migliore idea italiana tre tra gli investitori più famosi al mondo che hanno fatto la storia dell’industria del venture capital in Silicon Valley: Tim Draper(che ha investito, tra gli altri, in Skype, Hotmail, Baidu, Overture), Scott Sandell (Salesforce, WebEx, NetIQ), Jeff Clavier (Mint, Eventbrite, Milo, Ustream), protagonisti anche di un panel introduttivo dal titolo "Why and “If Silicon Valley still matters" moderato da Fabrizio Capobianco, fondatore di Fuunambol, il quale ha avuto l’onore e l’onere di proclamare la startup vincitrice.
 
“Non mi aspettavo questo risultato - ha dichiarato Marco Brini, founder di Minteose mi sono molto divertito. Mind the Bridge mi ha permesso di aprire una finestra su un mondo che non conoscevo dandomi la speranza che i sogni, per quanto grandi siano, possano trovare soddisfazione diventando reali”. Minteos è infatti una piattaforma già attiva che offre la possibilità di gestire da remoto qualsiasi tipo di dato raccolto dalla sensoristica installata in campo (outdoor/indoor) - fornendo informazioni attendibili e in real time sullo stato dell’ambiente monitorato - e di generare un allarme in caso di situazioni a rischio o anomalie.
 
Risultati raggiunti? “Spero onestamente che avremo l’opportunità di espanderci sul territorio americano – continua Brini - perché in questo mese abbiamo ricevuto interesse da parte di business angel interessati al servizio e da una joint venture”. E già si ipotizza anche una sede in Silicon Valley “Forse il nostro futuro è qui, ma bisogna vedere cosa ne pensano famiglia e colleghi. In Italia ci sono 20 persone che lavorano, tutte molto motivate. La loro grande voglia di fare è stato un elemento decisivo per andare avanti in questi 5 anni tra risultati e sconfitte, fortune e sfortune. Ma alla fine ne è valsa la pena”.
 
Per una startup passare un po’ di tempo al Gym rappresenta sicuramente “un’incredibile occasione di apprendimento”, come ha commentato Alberto Onetti, Chairman della fondazione Mind the Bridge “Ma al di là di questo garantisce un risultato certo in tempi ragionevolmente brevi: fare un reality check della propria idea e capire se c’è del potenziale o se invece ci si debba orientare su qualcosa di diverso. In un mondo in cui “time is essence” capire rapidamente cosa fare rappresenta un enorme vantaggio competitivo.”
 
 
“Le startup partecipanti – ha aggiunto Livio Scalvini, Responsabile Team Innovazione Intesa Sanpaolo – hanno avuto una grande occasione per imparare a migliorarsi confrontandosi con investitori, altre startup e mentor, presentando le proprie eccellenze al mercato americano. È un percorso di miglioramento continuo che ha permesso di trasformare coraggio, passione ed eccellenza in realtà che si possono davvero confrontare sul mercato globale. È un po’ come se avessero vinto tutte”.
 
Ma quale il reale valore aggiunto di un’esperienza come la partecipazione al Gym di Mind the Bridge? Ecco i 10 più importanti insegnamenti, secondo le stesse startup:
 
1. Time
“In Silicon Valley le cose succedono molto, molto velocemente. Noi italiani non siamo meno preparati, dobbiamo solamente imparare ad andare alla stessa velocità”
                                          
2. Believe in your idea
“No understatement. Spesso quello che facciamo è di alta qualità e di alto livello, ma siamo noi stessi a frenarci. Qui acquisisci consapevolezza di ciò che fai: quando presenti il tuo prodotto e vedi che piace, occorre crederci, crederci, crederci, tu per primo”.
 
3. Networking
“Avere a che fare con persone che tutti i giorni ti danno consigli su come migliorare la tua idea di business qui è impagabile”.
 
4. Improve yourself, always
“Migliorarsi da ogni punto di vista: della formazione - organizzata in maniera impeccabile – del business, del networking. Abbiamo conosciuto tante persone, ricevuto moltissimi feedback. Siamo migliorati sia come businessmen che come persone e cercheremo di portare quanto imparato in Italia per poi, perché no, ritornare qui”.
 
5. Packaging
“Per quanto buono sia il prodotto che ti prepari a presentare, se non piace prima agli occhi non si avvicina nessuno. E qui in Silicon Valley sono realmente capaci di rendere la tua idea non solo buona ma anche bella da vedere. Noi ci siamo sempre concentrati su farla buona e a un prezzo competitivo. Invece occorre investire tanto anche sulla forma”.
 
6. Shipping
“Si devono usare i feedback delle persone che si incontrano in questi mesi per migliorare la propria idea. Ma, a un certo punto, occorre anche saper dire basta e passare alla realizzazione. E poi shipping, shipping, shipping”.
 
7. Pitching anytime, anyhow, anywhere
“Impegnarsi nell’arte del pitch: imparare dal primo giorno a presentare la propria idea in 10 secondi, poi in 30, in 1 minuto, in 2, in 10 e poi di nuovo in 2. Mi ha aiutato tantissimo a capire la mia value proposition e come comunicarla. Una tecnica da affinare giorno per giorno su tempi e audience diversi”.
 
8. Same words but different values
“È interessante notare come qui le parole che utilizziamo anche in Italia assumano contorni differenti. Ad esempio tutti conosciamo quanto siano importanti le relazioni, ma qui la parola “networking” assume un significato particolare e ha modalità del tutto diverse”.
 
 
 
9. Critical Mass
“Trascorrere in Silicon Valley un po’ di tempo è ciò che alla fine dei conti fa la differenza. Perché la questione non sta nella qualità delle singole persone ma nella massa critica. E qui in Silicon Valley c’è la maggiore massa critica al mondo di tecnologia in campi specifici”.
 
10. Confidence
“Venire in Silicon Valley almeno per un mese fa bene. È un’iniezione di entusiasmo e di pragmaticità. Qui ci credono davvero. Credono che impegnandosi, lavorando e sviluppando una buona tecnologia uno possa finalmente raggiungere i propri obiettivi”.
 
Grande successo dunque per l’intero l’ecosistema imprenditoriale italiano e per le sue imprese innovative “Siamo particolarmente orgogliosi di aver mostrato nella culla mondiale dell’innovazione che l’Italia è in grado di produrre casi di eccellenza – ha commentato infine Marco Marinucci, fondatore di Mind the Bridge - Minteos e tutte le startup che hanno partecipato hanno riscosso grande interesse e attenzione da parte di investitori che per il loro background sono estremamente selettivi”.
 
Un evento che non è passato inosservato e che replicherà a New York il 5 maggio con la seconda giornata dell’Italian Innovation Day al Metropolitan Club di New York.
Maggioriinfo prossimamente su www.italianinnovationday.com.

Caricato il 01/04/2011

Condividi

Organizzazione

Settori

  • Tecnologia