Intarget
5 punti su cui dovremo lavorare per un vero lavoro Agile
I 5 punti su cui dovremo lavorare per un vero lavoro Agile
Una riflessione di Nicola Tanzini, Ceo e Founder di intarget
“Smart working non è lavorare in remoto ma è dare la libertà di farlo da ovunque senza chiudere obbligatoriamente le persone in casa”
Pisa, 7 settembre 2020 - Dal 15 ottobre, se non viene rinnovata l’emergenza legata alla pandemia del Covid-19, noi aziende private ci ritroveremo a gestire lo smart working secondo la normativa introdotta nel 2017 che, nonostante sia recente, ha dimostrato quanto sia lontana dalle reali esigenze di dipendenti e imprese.
Siamo un’azienda di 134 persone, suddivisi tra Pisa, Milano, Lugano e a Shanghai, ma ciò che ci caratterizza è che originariamente proveniamo da quasi tutte le regioni d’Italia e alcuni sono nati all’estero.
Credo nello smart working, sono circondato da persone che lo hanno capito e hanno le competenze per attuarlo ma purtroppo i CCNL e la stessa legge 22 maggio 2017 non permettono uno smart working degno di tale nome.
Da azienda che ha sempre fatto della ricerca nell’innovazione un caposaldo, questa “digitalizzazione forzata” ha messo in evidenza una serie di contraddizioni. Una su tutte l’errata idea che smart working significhi lavoro da remoto quando invece è permettere al dipendente di scegliere se farlo e dove farlo e di gestire la propria vita grazie alla tecnologia.
A mio avviso i 5 punti su cui aziende, istituzioni e parti sociali devono lavorare sono:
Libertà significa responsabilità
Lo smart working offre alle aziende anche la possibilità di delegare fiducia e responsabilizzare i propri dipendenti. Dobbiamo tutti imparare a lavorare per obiettivi, non importa da dove e quando, ma - e qui sarà la complessità - l’importante è che si lavori nel rispetto delle dinamiche di un lavoro in team, perché la libertà organizzativa finisce dove limita la libertà lavorativa della squadra. L’articolo 18 della legge 81 del 22 maggio 2017 è stato già un grande passo affermando che allo scopo di incrementare la competitività e agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, si promuove il lavoro agile con un accordo tra le parti su organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, poi però dice che la prestazione lavorativa viene eseguita entro i soli limiti di durata massima dell'orario di lavoro giornaliero e settimanale, derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva.
Non credo di dire niente di nuovo nell’affermare che non possiamo più, almeno in categorie come le nostre, basare la remunerazione solo in un’ottica di ore lavorate. Credo ci sia il bisogno di rivedere i CCNL. Questo senza mettere in discussione il sistema che abbiamo raggiunto grazie alle lotte sindacali ma dobbiamo evolvere o quanto meno adeguare i modelli organizzativi a quello che i tempi richiedono.
Sicurezza
Questo è un tema molto importante che credo causi notti insonni a molti datori e responsabili del personale perché, mentre in azienda possiamo correggere posture errate e monitorare un corretto uso degli spazi, da remoto è impossibile. Per quanto possiamo consegnare al lavoratore, con regolare cadenza, un'informativa scritta nella quale sono individuati i rischi generali e specifici come prescrive la normativa, di base rimane un patto sulla fiducia tra le parti.
Il 7 di settembre intarget riaprirà gli uffici, consentendo sotto prenotazione di abitarli ma, solo per fare un esempio, nessuno dei consulenti della sicurezza che ci segue è stato in grado di dirci con quanta periodicità dobbiamo sanificare gli impianti di aerazione. È solo un esempio banale ma molte cose ancora non sono chiare per chi deve ripartire.
Diritti e doveri
Il tema dei diritti acquisiti è un tema molto delicato ma, in futuro, sicuramente sul tavolo di lavoro si dovrà parlare della possibilità di una maggiore flessibilità dei CCNL specialmente sul ricalcolo delle retribuzioni o dei permessi.
Cosa accadrà a fine anno quando i permessi non saranno consumati perché la condizione di “lavoro domestico” ha ridotto la loro richiesta per i tragitti verso visite mediche o per il ritiro di scuola dei figli? Se si pagano, i permessi sono talmente tassati che conviene consumarli ma poi c’è il rischio che un’azienda si trovi con assenze in blocco a fine anno. E in quei casi in cui, per compensare un dipendente che veniva da 50 km di distanza, c’era una compensazione di stipendio? Ora che alcune aziende sono in difficoltà potrebbero non avere molte strade: visto che la rimodulazione, anche se concordata, non è contemplata dai CCNL quale via è possibile per non licenziare?
Formazione
In azienda abbiamo 46 manager suddivisi tra first line managers, middle managers e top managers e fin da subito abbiamo compreso l’importanza di sviluppare nuove skill: dalla leadership e la managerialità in remoto a saper essere efficaci nella comunicazione in video.
Abbiamo creato webinar che abbiamo prima testato su di noi poi li abbiamo rivolti ai nostri clienti ma non basta. Servirà agire sul trasferimento tecnologico tra università e aziende, una collaborazione che possa portare a una crescita culturale, perché la tecnologia non ci manca ci manca la cultura per saperla usare. Dovremmo inoltre ridisegnare gli ambienti di casa e applicare la User Experience del mondo digitale anche ad alcuni spazi fisici, ma servirà soprattutto un dialogo nazionale sul lavoro agile che lo porti a essere applicabile con facilità all’infuori dello stato di emergenza.
Necessità di snellire la burocrazia
Sulla piattaforma Invitalia, c’è stata la possibilità di accedere al bando “Impresa Sicura”, che permetteva di chiedere il rimborso dei dispositivi di protezione individuale. L’adesione era per first click e si poteva presentare la domanda a partire dalle 9, la nostra è stata presentata alle 9:09 e non è stata ammessa. Come ordine di acquisizione siamo risultati 62.446 su 194.175 e alla fine sono state ammesse solo 3.150 domande.
La tecnologia dovrebbe aiutarci ad ampliare la nostra capacità razionale nel gestire le problematiche non diventare essa stessa problema.
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intarget: è il partner per la consulenza strategica nel marketing digitale.
Dal 2001 accompagna imprese nazionali e internazionali nella loro evoluzione verso la piena maturità digitale progettando soluzioni tailored made per la costruzione di strategie di marca efficaci e misurabili.
L’azienda mette a disposizione dei brand un ecosistema di expertise: dallo studio e consulenza per le strategie integrate con un approccio data-driven e misurazione delle campagne, alla protezione, valorizzazione e attivazione del dato fino alla produzione di contenuti creativi. La forte vocazione internazionale l’ha portata ad estendere il suo business nei mercati DACH e APAC, aprendo le sedi di Lugano e Shanghai oltre a quelle italiane di Pisa e di Milano.
Per maggiori informazioni: www.intarget.net
http://www.mirandola.net
Marco Ferrario | Francesco Sicchiero | francesco.sicchiero@mirandola.net | +39 366 8759702
Caricato il 07/09/2020