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Muovere i primi passi: i 5 NO per il cammino indipendente del bambino

Muovere i primi passi: i 5 NO per il cammino indipendente del bambino


Laura Carai, neuropsicomotricista, insegnante e consulente scientifica QUID+, la linea educativa di Gribaudo – Gruppo Feltrinelli, spiega ai genitori cosa non fare
per lo sviluppo motorio dei figli 


Milano
, 20 settembre 2022 - Quando il bambino si accinge ad alzarsi in piedi e a muovere i primi passi, cosa possiamo fare per aiutarlo a camminare? È giusto che l’adulto gli tenda una mano?

QUID+, la linea editoriale educativa firmata da Gribaudo, parte del Gruppo Feltrinelli, ha coinvolto Laura Carai, terapista della Neuropsicomotricità dell'età evolutiva, nella realizzazione di “Tocca, esplora e impara”, la scatola gioco per supportare lo sviluppo della motricità fine nei bambini da 0 a 3 anni. Il progetto segna la collaborazione con Plasmon e nasce dal desiderio di voler offrire ai genitori dei validi strumenti con cui accompagnare i più piccoli nel loro percorso di crescita.

È proprio per perseguire questo scopo che l’esperta, Laura Carai, è intervenuta fornendo le proprie conoscenze e competenze in merito allo sviluppo motorio, focalizzandosi in particolar modo sul ruolo dell’adulto e sui cinque errori commessi più comunemente dai genitori per spingere il bambino a camminare.

La qualità del cammino del bambino dipende dalla qualità delle sue azioni nell’ambiente. - Spiega Laura Carai, terapista della Neuropsicomotricità dell'età evolutiva e consulente scientifica di QUID+ - L’adulto deve osservare il bambino che inizia a muoversi autonomamente gattonando, strisciando o sul sederino, predisporre uno spazio adatto e sicuro composto da una serie di oggetti curiosi da esplorare e posti ad altezze diverse e lasciare il proprio figlio libero di provare a raggiungerli, commettendo errori e riprovando fino a trovare la strategia migliore. Chiaramente il supporto del genitore è fondamentale, ma sempre nel rispetto dei tempi e della libertà del proprio bimbo. Il consiglio è di dedicargli uno spazio, magari con un bel tappeto e delle zone dove il piccolo possa appoggiarsi o aggrapparsi durante i tentativi, prima di passaggio in posizione eretta e dopo di “navigazione costiera”, ossia il cammino laterale con le manine in appoggio su un piano.

  1. Non insegnare
    L’acquisizione del cammino è un processo naturale del bambino, come ampiamente dimostrato dagli studi di pediatri e pedagogisti quali Pikler, Montessori, Prechtl, Brazelton, Milani Comparetti. Mediamente il cammino autonomo è raggiunto intorno ai 15 mesi, la stessa per tutte le culture del mondo dal nord Europa all’Africa centrale pertanto, lasciate perdere suggerimenti e trucchi trovati in rete. Il ruolo dell’adulto deve essere quello di rassicurazione emotiva, di presenza e vicinanza ma non di sostituzione al bambino, che deve essere libero di sperimentare con interesse le proprie capacità motorie, seppur in sicurezza.
  2. Non avere fretta
    Generalmente i bambini iniziano a camminare autonomamente intorno al compimento del primo anno di età, ma è fondamentale rispettare la variabilità individuale di ciascuno di loro, su cui incidono diversi fattori come: predisposizione genetica, indole, corporatura, ambiente di vita e uso di ausili. Quindi essere pazienti e diventare discreti osservatori del proprio bambino, è la mossa giusta per imparare a rispettare i suoi tempi, riconoscendo le sue abilità e accettando i piccoli fallimenti che saranno un fondamentale incentivo alla ricerca di strategie motorie più efficaci e funzionali.
  3. Non fare paragoni
    Non esistono correlazioni tra la velocità e la qualità di acquisizione del cammino all’interno del fisiologico range di età per il raggiungimento di abilità motoria. Proprio per questo motivo, mettere pressioni inutili sul bambino, non può far altro che minare l’autostima del piccolo, riducendone la genuina curiosità e gioia del mettersi alla prova. Il genitore si accorgerà, osservandolo con più attenzione, che solo lasciandolo libero di esplorare e sperimentare le proprie capacità motorie, i movimenti diventeranno più fluidi, vari, funzionali ed eseguiti con sicurezza tale da rendere soddisfatto il bambino nel suo movimento.
  4. Non usare il girello
    A livello posturale e motorio il girello non permette all’arto inferiore di percepire l’effettivo peso del corpo e di allenarsi a sostenerlo, trovando armonia tra le forze muscolari necessarie a mantenere prima la posizione eretta e poi l’equilibrio dinamico nell’avanzamento. Infatti, in uno studio del 2018, l’American Academy of Pediatrics aveva posto un veto sul suo utilizzo. Esattamente come le “bretelle primi-passi”, il girello causa il ricorso a schemi motori poco funzionali e riduce la quantità di esperienze motorie efficaci a favore di una maggior dipendenza dall’adulto. Al loro posto, sarebbe consigliabile l’uso di carrellini, seggioline o semplicemente uno scatolone adatti ad essere spinti dal bambino, senza rischi di ribaltamento. 
  5. Non far indossare precocemente scarpe
    L’abbigliamento fa la sua parte. Inizialmente sarebbe importante lasciare il piede del bambino nudo per compiere i suoi primi passi. Il suo piede è naturalmente piatto e lasciarlo a contatto diretto con il suolo è importante per favorire la formazione della volta plantare, ma anche per acquisire il maggior numero possibile di informazioni percettive, utili per la buona evoluzione dello stare in piedi e del camminare. Quando sarà autonomo, si potrà optare per l’acquisto di calzature leggere e avvolgenti, di misura “giusta” e con una suola molto flessibile. 


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QUID+ è la linea editoriale a marchio Gribaudo - Idee Editoriali Feltrinelli dedicata al tempo di qualità di genitori e figli rivolta ai bambini da 0 a 7 anni. Il progetto QUID+ nasce dall’intuizione di Barbara Franco, manager, ma soprattutto “cuore di mamma”, con l’obiettivo di fornire una maggior consapevolezza a genitori ed educatori sulle potenzialità di apprendimento del bambino, per aiutarlo ad esprimere al meglio le proprie abilità tramite il gioco e il divertimento. Alla base di tutte le attività e i giochi proposti c’è la consapevolezza di quanto sia importante per il bambino coltivare una relazione intima e profonda con l’adulto. www.quid-plus.com

Per maggiori informazioni:
Mirandola Comunicazione | Tel +39 0524.574708
Martina Botti | martina.botti@mirandola.net | +39 345 725 8786
Denise Miceli | denise.miceli@mirandola.net | +39 333 186 2600

Uploaded on 20/09/2022

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