Massimo Balestri

Massimo Balestri

General Manager Theras

Massimo Balestri, Yes We Trust: la forza della fiducia 

Se la storia di Massimo Balestri fosse un film, probabilmente sarebbe quello di un personaggio che si muove con calma e determinazione tra scenari sempre nuovi, forte di una sensibilità rara e di una chiarezza di intenti fuori dal comune. Una sorta di Atticus Finch, il protagonista del celebre film Il buio oltre la siepe: un uomo solido, affidabile, che sa ascoltare e agire con umanità e coraggio silenzioso. Un leader capace di condurre gli altri non attraverso il potere, ma con la forza dell’esempio e della coerenza.

Balestri cresce professionalmente in Roche, multinazionale farmaceutica dove trascorre circa trent’anni. Un’esperienza importante, intensa, che gli lascia un’eredità preziosa di metodo, visione e una spiccata attitudine alla relazione. Eppure, arriva il momento in cui tutto questo non gli basta più. Quel che cerca è un luogo dove ritrovare la libertà di innovare davvero, di incidere con il proprio lavoro nella vita delle persone.

È così che approda in Theras, un’azienda italiana dinamica e in rapida evoluzione, dove può finalmente tornare a sentire il peso positivo delle proprie scelte, la concretezza dei risultati ottenuti giorno dopo giorno. Qui, Balestri porta non solo la competenza maturata in tanti anni, ma anche una visione chiara e appassionata di leadership.

Secondo lui, guidare significa innanzitutto saper ascoltare e accompagnare. Significa partire dalla cultura, dalla condivisione di ideali e desideri comuni. «Se manca questo, non può esserci vera leadership», ama ripetere. E infatti il suo stile non è quello del capo autoritario, ma del mentore presente, capace di stare accanto ai collaboratori e aiutarli a raggiungere obiettivi concreti, costruendo relazioni basate sulla fiducia e sulla coerenza e mantenendo il focus sulle aspirazioni a medio termine.

Nel descrivere il suo approccio, Balestri ricorda una scena alla fine del film The Fabelmans di Steven Spielberg, un giovane ambizioso cineasta incontra il mitico scorbutico regista John Ford che gli offre un consiglio lapidario per fare arte. “Non devi mai dimenticarlo: quando l’orizzonte si trova alla base è interessante; quando l’orizzonte si trova in cima è interessante, quando l’orizzonte si trova in mezzo è una merda noiosa. Ora, Buona Fortuna.” Questa metafora lo ha colpito profondamente, convincendolo che anche nella vita – e nella leadership – occorre sempre avere una visione precisa, chiara, nitida. Una visione che sia capace di orientare ma che sappia anche calarsi nei dettagli concreti della quotidianità.

Oltre al lavoro, Massimo Balestri coltiva passioni profonde e autentiche. Il cinema non commerciale, la letteratura, la musica, l’arte in genere, tutto ciò che gli consente di esplorare «le pieghe più profonde dell’animo umano». Tra i suoi riferimenti ideali spiccano Adriano Olivetti, per la capacità di tenere insieme impresa e umanità, e Barack Obama, per l’abilità nel raccontare e ispirare, mantenendo la coerenza dei valori.

Quando non lavora, segue con passione il tennis, per la sua unica combinazione di forza, tecnica e approccio psicologico, e il calcio, che ama soprattutto per la sua capacità di insegnare l'importanza della squadra e della collaborazione. Per Balestri, lo sport è una vera e propria palestra di vita, uno spazio in cui imparare a gestire la pressione e a relazionarsi con gli altri.

Massimo Balestri è tutto questo: un uomo che guida con passione discreta, che crede nella centralità delle persone e che è capace di guardare lontano, ma sempre restando vicino. Un leader che incarna perfettamente una frase che gli piace molto citare: «La fiducia non è qualcosa che si riceve, ma qualcosa che si costruisce e si guadagna giorno dopo giorno».

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