SMART CITY A SMAU 2011
SMART CITY A SMAU 2011
SMART CITY A SMAU 2011
I Sindaci dei Comuni italiani e le aziende fornitrici di ICT insieme per costruire città intelligenti e migliorare la qualità della vita urbana
- comunicato in pdf allegato a fondo pagina -
Milano, 20 ottobre – Si è svolto oggi il convegno di apertura di SmartCity, l’evento organizzato nell’ambito di Smau 2011 (a Fieramilanocity fino al21 ottobre), dal titolo “SMART CITIES nel contesto italiano: le novità e riferimenti normativi europei e italiani, lefonti di finanziamento, le potenzialità di partnership pubblico/private”. Ilconvegno è stato l’occasione per i Sindaci di alcuni Comuni italiani di portare alla ribalta la propria esperienza in tema di città intelligenti e, per le aziende fornitrici di ICT, di illustrare le tecnologie, le soluzioni e le applicazioni a disposizione.
All’evento, moderato da Giancarlo Capitani, Professore di Digital Cities & Urban Planning presso ilPolitecnico di Milano e Presidente di Net Consulting, erano presenti, inrappresentanza dei Comuni, MartaVincenzi, Sindaco di Genova, MicheleEmiliano, Sindaco di Bari, FlavioZanonato, Sindaco di Padova e, aportare la testimonianza del Comune di Milano, l’assessore Pier Francesco Maran. A lorosi sono uniti il delegato ANCI e Sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo e, per conto delle aziende ICT, DavidBevilacqua, Amministratore Delegatodi Cisco, Nicola Ciniero, Presidente e Amministratore Delegato di IBMItalia (in collegamento video) e PietroScott Jovane, Amministratore Delegatodi Microsoft Italia. Hanno inoltre portato il loro contributo Anna Brogi, Responsabile Qualità e sicurezza Enel e Gianfilippo D’Agostino, ResponsabilePublic Sector di Telecom Italia.
Il convegno si è aperto con il saluto di Pierantonio Macola, Amministratore Delegato Smau: “Il tema dellecittà intelligenti fino a qualche tempo fa fiore all’occhiello solo di alcune amministrazionilungimiranti, sta sempre più maturando presso gli amministratori localiitaliani che intravedono, nell’utilizzo delle tecnologie, un’opportunità pergestire in modo efficiente i servizi al cittadino e, al tempo stesso, operarerisparmi di costo destinati a durare nel tempo. – ha commentato - Queste sonole motivazioni che ci hanno portato a siglare un accordo di collaborazione con Anci, Associazione dei Comuni italiani,e a dare insieme vita all’OsservatorioSmau-Anci con l’obiettivo di innescare un vero e proprio cambiamentoculturale alla ricerca della ‘via italiana all’innovazione’. Un cammino chedovrebbe portare piccoli e grandi comuni italiani ad accettare la sfida didiventare città sempre più sostenibili. Ilnostro obiettivo, oltre a farconoscere le eccellenze che l’Italia può offrire in questo settore, è anchequello di agire da facilitatori, individuando approcciadeguati per lo sviluppo di partnership pubblico-private tarate sulle esigenze deicomuni”.
Gli ospiti sono stati preceduti dall’intervento di Alessandro Cattaneo il quale, per conto dell’ANCI, ha affrontato iltema dal punto di vista delle amministrazioni pubbliche “Siamo curiosi etotalmente interessati a contesti di partecipazione come questo offerto daSMAU. – ha dichiarato - I sindaci dell’Associazione cercano costantemente dicapire come dare risposta all’equazione solo apparentemente irrisolvibile diriuscire a offrire sempre più servizi con qualità maggiore e costi più ridotti.La tecnologia è lo strumento che può arrivare in soccorso delle pubblicheamministrazioni ma, pur permeando da un lato le comunità locali, è altrettantovero che esiste ancora una certa ritrosia al suo pieno utilizzo, per cui piùche di una sfida tecnologica ci si ritrova ad avere a che fare con una sfidaculturale. Guardare a eventi come questo, che uniscono allo stesso tavolosoggetti pubblici e privati, può configurarsi davvero come un primo banco diprova per apprendere quelle best practice che possono traghettare un progettopilota fino a raggiungere una più vasta scala. La ‘Smart City’ è una sfida nonpiù rinviabile”.
Per la città di Milano ha preso la parola l’assessore Pier Francesco Maran: “Negli anni ’80 aMilano abbiamo chiuso il centro storico alle auto con un sistema di deroghe ilcui numero, tuttavia, ha finito con l’aumentare notevolmente con il passare deltempo. I controlli non bastavano più a rendere efficace la misura adottata eoggi, come sapete, siamo passati all’Ecopass. La cosa interessante di questastoria è che sono state proprio le categorie di persone che osteggiavano lachiusura del centro a richiederci di utilizzare le risorse economiche adisposizione per trovare soluzioni di gestione informatizzata delle piazzole disosta. Questo dimostra che se i problemi prima venivano impostati solo inragione della buona volontà oggi esistono soluzioni tecnologiche su misura. Gliinvestimenti in Smart City non sono quindi solo spese ma modi per produrrerisparmi che poi rientrano, che si tratti di energia o di rifiuti. L’importanteè saper declinare le potenzialità offerte dell’innovazione e riuscire ad andareoltre le singole esperienze di eccellenza lavorando in sinergia con altrerealtà”.
“La crescente attenzione da parte di tutte le pubbliche amministrazionie degli operatori ICT verso questi temi che ci troviamo a trattare è confermatadalla contemporaneità con la quale si stanno svolgendo in questo periodoimportanti eventi come la Digital Cities Conference a Ginevra, Future Cities aGinevra ed Eurocities2011 a Genova. – ha commentato Giancarlo Capitani - Nel 2025 le prime 1000 città del mondocontribuiranno da sole alla crescita di quasi il 70% del PIL mondiale. Questosignifica che non si limiteranno solo ad aggregare popolazione ma anche iprocessi innovativi, diventando primo motore di sviluppo sociale. In Europa èin atto una presa di coscienza nelle trasformazioni delle città in ‘smartcities’ e centri come Barcellona o Birmingham sono già esempi eccellenti”. Capitaniha quindi proseguito individuando iprincipali ambiti di intervento delle Smart Cities - Sustainable Living, Smart Economy, SmartMobility, Smart Governance, Smart technologies SustainableEnvironment e SmartPeople/Smart Tourist - e le iniziative della Comunità Europea per poi tracciare una panoramica delle SmartCities in Italia, che individua tre categorie di Comuni: Anticipatori, Emergenti e Potenziali. “Queste sono caratterizzateda una forte eterogeneità tra i progetti di sviluppo che si mostrano sìpuntuali ma raramente inquadrati in un ‘sistema’ coordinato a livello nazionale- ha concluso – ma, pur scontando ciò, emerge una forte volontà di sviluppo dalbasso. Per dare vita a una Smart City occorre un adeguato Piano Strategico, unaroadmap che individui tempi e modalità di realizzazione e soprattutto una buonaGovernance, ovvero aver ben presente chi possiede le competenze e i poteri perrealizzare detti Piani. Nelle città che governiamo è questa la situazione?”.
Il quesito di Capitani ha quindi dato il via alla discussione, che èentrata nel vivo con gli interventi dei Sindacidei Comuni presenti.
“Al progetto Smart City o si aderisce strategicamente o si tratta pocopiù di un adeguamento a esigenze necessarie che però non ci permettono di fareil salto di qualità – ha commentato MartaVincenzi, Sindaco di Genova - Lanostra esperienza ci ha portati a sentire la necessità di un cambiamentoradicale verso una ‘Smart City’, a partire dal nuovo Piano Urbanistico e dalPiano Strategico. Se la nostra città desidera avere un futuro devenecessariamente risolvere le conflittualità e stringere una partnership con ilsuo grande porto. Una città che ha bisogno di collegarsi con un territorio piùvasto non può essere risolta con una megalopoli ma con l’intensificazione deirapporti e della rete infrastrutturale. Dal punto di vista demografico, infine,la popolazione più vecchia, radicata da tanti anni, mostra un potenzialeinespresso che non è stato valorizzato dalle scelte compiute in passato e cheandrebbe invece integrato in quelle future”.
“Aver azzardato una sfida così grande per un Sindaco del Sud puòsembrare una velleità. Non nascondo che sono partito con un certo scetticismo eche l’incontro di oggi mi è servito proprio a verificare di persona la bontà delprogetto e dei suoi protagonisti – ha commentato Michele Emiliano, Sindaco di Bari – Nella nostra città sono tantele iniziative che abbiamo messo in atto, tra cui il Primo Piano Strategicodell’area metropolitana, l’avvio della Pianificazione Strategica e il Documentopreliminare del Piano Urbanistico generale, con occhi sempre attenti allasostenibilità ambientale e di bilancio. La città si sta adeguando a tutta unaserie di novità e abbiamo già raggiunto risultati importanti, sia conl’utilizzo della tecnologia che con il semplice buon senso”.
Anche Flavio Zanonato, Sindacodi Padova, ha quindi presentato numeri e attività relativi alla sua città “Trai punti fondamentali del nostro programma abbiamo la creazione di lavoroqualificato per le generazioni future – ha dichiarato - La città deve diventareattraente anche per soggetti che vogliano aprire e ampliare le proprie attivitàda noi. Per questo motivo ci siamo attivati per migliorare la viabilità e il sistemadei trasporti pubblici, cercando di realizzare investimenti sia comeprotagonisti che in partnership con centri ricerca, ospedali e centricongressi. Abbiamo cablato la città prima con il progetto Socrate e poi con labanda larga e quindi combattuto gli effetti dell’inquinamento aumentando il numerodei parchi, i mezzi di trasporto ecologici e con l’introduzione dei pannellisolari. Tutto questo tuttavia sarà difficile da realizzare se le risorsedestinate agli investimenti saranno bloccate dal patto di stabilità”.
Agli interventi dei sindaci ha quindi fatto seguito quello delle aziendeparticolarmente impegnate in progetti di città intelligenti e sostenibili.
Nicola Ciniero, Presidente eAmministratore Delegato di IBM Italia, ha subito risposto alla domandaemersa durante il dibattito sulle modalità possibili per garantire chel’entusiasmo verso l’ICT non rappresenti una possibile “trappola” per leamministrazioni locali “Noi di IBM non siamo dei fornitori ma degli abilitatoridi tecnologie eterogenee, anche non nostre, per risolvere problematiche divaria natura che coinvolgono le città. Anche solo mettendo in rete letecnologie presenti e aggiungendo la connettività si riescono a otteneresoluzioni che rendono la città in un certo senso più ‘intelligente’. Questo èpossibile avendo una visione non monolitica ma sistemica sulla città che vedail cittadino sempre al centro. Ad ogni modo, nel nostro peregrinare perl’Italia abbiamo riscontrato una situazione migliore di quella che la stampa cioffre. IBM offre anche soluzioni con ritorni sugli investimenti possibili entroun anno solare ma i problemi che restano sono piuttosto legati a chi gestiscel’Agenda Digitale e alla durata dei progetti che devono avere una visionesistemica a 3-5 anni. Perciò, a fronte di un progetto autosostenibile, comeviene affrontato dalla la pubblica amministrazione?”.
Posizione assunta anche da DavidBevilacqua, Amministratore Delegatodi Cisco, il quale ha ricordato la necessità di assumere un approcciosistemico e di larga scala per evitare che questo tipo di programmi restinosoltanto progetti-pilota “In Italia abbiamo tante piccole eccellenze che perònon si mettono mai a sistema. Grandi investimenti magari sono impossibili maprogetti con rapidi ritorni sugli investimenti no, soprattutto quando entranoin gioco le partnership tra pubblico e privato. E poi ci sono i fondi europei. Ilprimo timore espresso da parte del Sindaco di Bari per una possibile trappolada parte delle grandi società ICT è comprensibile ed è per questo motivo chenoi player dobbiamo uscire dalle logiche del ‘dopodomani’ e iniziare a cambiarementalità. Anche per riuscire ad allargare il mercato anziché entrare incompetizione. Per quanto riguarda infine il concetto espresso sull’urbanesimooccorre secondo me aggiungere un nuovo ‘umanesimo’ che rimetta l’uomo al centroper migliorare i servizi”.
“È giusto offrire sempre una prospettiva di bicchiere mezzo pieno perchél’entusiasmo possa convergere e maturare. È infatti proprio dal territorio chesi acquisisce lo stimolo a portare l’ICT alle pubbliche amministrazioni percambiare in positivo la qualità della vita delle persone – ha aggiunto Pietro ScottJovane, Amministratore Delegato diMicrosoft Italia – Il tema Smart City deve essere inquadrato in un sistemadi priorità che porti a comprendere come la città vuole diventare fra 10-15anni. Una ‘Smart City’ dovrebbe interrogarsi quando prende decisioni su alcunidei temi più importanti, come l’istruzione, la multiculturalità,l’inquinamento, il benessere. E la tecnologia, in quanto abilitatore, puòessere di aiuto in questo senso, grazie anche al cloud che permette di portaretecnologia facilmente e in tempi rapidi, che si usa e si paga solo in baseall’effettivo consumo. Il Cloud si presta all’interoperabilità e può essereutile a gestire tutta una mole di dati posseduti con plusvalenza inespressa.Per far questo occorre tuttavia che le amministrazioni capiscano l’importanzadi avere una quota sempre maggiore di cittadini che sanno adoperare questetecnologie che possono fungere da collante in società sempre piùmulticulturali”.
I Sindaci sono infine stati chiamati a rispondere sulle possibilisoluzioni riguardanti l’adozione nelle pubbliche amministrazioni delle propostetecnologiche offerte degli operatori ICT, ovvero su come sia possibile risolverela disparità presente tra una visione illuminata del futuro delle Smart City ei finanziamenti realmente disponibili.
“Dipenderà dalla capacità di andare oltre una visione burocratica e diattivare finanziamenti nonostante i vincoli imposti anche dalla manovrafinanziaria” - ha commentato Vincenzi– e in conformità comunque con la normativa europea. Un sostegno forte in tuttoquesto complicato processo potrebbe sicuramente arrivare dal Sistema Paese”. “Èchiaro che gran parte dei problemi è creata da noi stessi con la nostraincertezze – ha aggiunto Emiliano –ma la responsabilità dei ritardi va anche ascritta ai concorrenti che restanoesclusi dai bandi e che opponendo il ricorso fanno rallentare i processi.Occorrerebbe poter contare su regole che consentano ai vincitori di poterprocedere all’esecuzione dei progetti nonostante i ricorsi”. “Non tutte leproposte funzionano – ha concluso Zanonato– perché è difficile ad esempio farsi dare un importo di 300 mila euro perl’installazione di telecamere nelle strade, considerato che questa tecnologianon permette di risolvere situazioni di rischio ma solo di monitorarle”.
Alla tavola rotonda ha quindi portato il contributo di Enel Anna Brogi la quale, partendo dalconcetto di impronta tecnologica – ovvero la capacità di riprodurre le risorse –ha illustrato le possibilità offerte dall’Unione Europea nei prossimi anni “Sitratta di ben 69 miliardi di euro, di cui 11 destinati proprio alle SmartCities e 2 alle Smart Grids, un’opportunità unica da non lasciarsi sfuggire.Abbiamo immaginato quindi una roadmap per cercare di capire come coinvolgere icittadini in questi processi di trasformazione delle città verso le ‘SmartCity’, partendo da un livello locale per poi passare a quello distrettuale einfine municipale. L’Energia è un fattore trasversale alle Smart City e ancheEnel funge da abilitatore, gestendo la più grande Smart Grid al mondo con 35milioni di contatori e disponendo di una rete moderna che abilita a tantepossibilità. In tutto questo le Smart City possono portarci dei benefici perquanto riguarda l’integrazione delle fonti energetiche rinnovabili,l’avanzamento dell’automazione di rete, l’abilitazione di nuovi servizi, ilperseguimento dell’efficienza energetica, la riduzione delle emissioni di CO2 ela regolazione della tensione e delle curve di carico”.
“Il testimone è infine passato a GianfilippoD’Agostino, responsabile Public Sector di Telecom Italia, il quale haillustrato le sfide lanciate da Europa 2020 e gli obiettivi nazionali datidall’Agenda Digitale. “La città può diventare un problema o rappresentareun’opportunità – ha affermato – perché la sostenibilità di cui si parla deveessere non solo ambientale ma anche economica e sociale affinché si possaparlare davvero di ‘Smart City’. Le opportunità possono provenire da variedirezioni: dalla sostenibilità urbana alla connettività, dall’IntelligentBuilding alla Transport Mobility. E non ritengo che la situazione italiana siacosì indietro dal punto di vista tecnologico Anzi. Si pensi infatti che ilprogetto Smart Town di Telecom Italia ha già consentito di coniugare ivantaggi dati dal risparmio nella rete di illuminazione pubblica alleopportunità offerte dalla banda larga, grazie all’integrazione di più servizinei punti di illuminazione di alcuni comuni italiani”.
Contatti:
Ufficio Comunicazione Smau
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Daniela Monteverdi, tel. 0228313 239
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Caricato il 20/10/2011