XR Parma
Extinction Rebellion | Clima in zona rossa: l’Italia rallenta, l’ecocidio avanza
COP30 | Extinction Rebellion a Parma
Clima in zona rossa: l’Italia rallenta, l’ecocidio avanza
Mentre si rischia l’ennesimo “nulla di fatto” della COP30 – parole, parole, parole – e mentre l’Italia si è rifiutata di aderire alla roadmap globale per uscire dai combustibili fossili, firmata da 82 Paesi e poi eliminata dall’ultima bozza del trattato, il fiume Parma si colora di verde. Uno striscione rosso riporta un monito: “Fermiamo l’ecocidio”. Le Red Rebels, simbolo del sangue che unisce tutte le specie e della disperazione del pianeta, avanzano su corpi bianchi e inermi che rappresentano l’Umanità.
Il 2024 è stato il terzo anno più caldo degli ultimi 150 anni a Parma e il più caldo mai registrato in Emilia‑Romagna da oltre sessant’anni, con un’anomalia media di +1,6 °C secondo i dati ARPAE, ma la città dichiara di diventare Carbon Neutral entro il 2030.
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Parma, 22 novembre 2025 – Mentre a Belém ottantadue Paesi chiedono una roadmap globale per l’uscita dai combustibili fossili, l’Italia resta fuori. E mentre la Presidenza della COP30 rimuove la roadmap dall’ultima bozza dell’accordo, cancellando di fatto l’unico impegno concreto verso la transizione, Extinction Rebellion Parma mette in scena una verità che non possiamo più ignorare: mentre il mondo prova a cambiare rotta, nel nostro Paese l’ecocidio continua a essere normalizzato. L’ecocidio non è un rischio futuro: è già in corso.
Nella tarda mattinata, lungo l’argine sinistro del torrente Parma, l’acqua si è tinta di fluoresceina verde, sostanza innocua usata nei monitoraggi idrogeologici. Lo scenario, volutamente immediato, visivo, impossibile da ignorare, trasforma il fiume in un simbolo del collasso eco-climatico che avanza, mentre la politica mondiale continua a rimandare.
Davanti all’acqua che cambia colore, è stato aperto uno striscione rosso con la scritta: FERMIAMO L’ECOCIDIO.
A pochi metri, due Red Rebels, figure di Extinction Rebellion, avanzano lentamente, attraversando i corpi bianchi e inermi di quattro persone stese a terra. Il loro vestito rosso rappresenta il sangue che unisce tutte le specie viventi, mentre il trucco bianco evoca vulnerabilità, lutto e disperazione. Ogni gesto è un linguaggio simbolico: amore, tristezza, unità e speranza, sentimenti che si intrecciano nella crisi ecologica globale.
Sul ponte Giuseppe Verdi, intanto, è transitato il corteo per la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, organizzato dalla Casa delle Donne. I gruppi di Extinction Rebellion di Parma e Reggio Emilia hanno tenuto due interventi pubblici durante il corteo, evidenziando le connessioni tra la violenza di genere e la crisi climatica, una violenza sistemica che colpisce sempre le persone più vulnerabili.
Sul ponte sono estati esposti cartelli recanti le scritte:
- Le donne rappresentano l’80% dei rifugiati climatici.
- Distruggi il patriarcato non il pianeta
- Né oppressione sui nostri corpi né cemento sulla nostra terra
Mentre a Belém si continua a discutere , in Italia gli effetti della crisi climatica sono già evidenti. Secondo ARPAE, il 2024 è stato l’anno più caldo in Emilia-Romagna dal 1961, con un’anomalia media di +1,6 °C rispetto ai valori storici. Link alla notizia. L’alluvione del 2023, che ha colpito duramente la regione, ha generato oltre 10 miliardi di euro di danni e migliaia di sfollati, come riportato dalla Regione Emilia-Romagna. Nello stesso anno, l’Italia ha registrato più di 12.000 morti legate al caldo estremo, uno dei dati peggiori in Europa, secondo le analisi di Euronews e del Climate Risk Index di Germanwatch. Link alla notizia.
«Due anni fa – spiegano alcune persone di XR – abbiamo colorato di verde i fiumi per dire che la Terra stava affondando mentre i governi continuavano a parlare. Oggi lo facciamo di nuovo, perché in questi due anni tutto è peggiorato. Le donne e le persone più vulnerabili sono in prima linea di fronte alle migrazioni dovute al clima che cambia, all'insicurezza alimentare e alla perdita di risorse per la loro sopravvivenza»
«Scegliamo questo fiume – dichiarano le portavoci di XR nel loro intervento al corteo – perché l’ecocidio non è solo in Amazzonia, nei ghiacciai o nei deserti. Ecocidio è ciò che permette a un genocidio di perpetuarsi nel tempo, anche dopo un finto cessate il fuoco, rendendo la terra inabitabili, come sta accadendo in Palestina. Ecocidio sono le attuali politiche climatiche dei governi mondiali portate in questi giorni alla COP in Brasile. In questi due anni abbiamo raggiunto nuovi record di temperatura, le alluvioni stanno facendo nuovi morti: Parma non è esclusa, Parma è già dentro la crisi.»
«Non siamo qui per rovinare la città - concludono - ma perché la amiamo. Vogliamo che Parma guardi in faccia il futuro. Non basta parlare di sostenibilità mentre la Terra muore. È il momento di fermare l’ecocidio. È il momento di agire. Ora.»
Le tre richieste di XR a Parma
- Dire la verità – Il Comune e le istituzioni devono riconoscere pubblicamente la gravità della crisi climatica che colpisce già il nostro territorio: dal record di +40,4 °C dell’agosto 2023 all’alluvione del 2023 che ha devastato l’Emilia-Romagna. Basta proclami generici su “Parma Carbon Neutral 2030”: serve informazione trasparente, basata su dati scientifici e accessibile a tutta la cittadinanza.
- Agire ora – Fermare l’ecocidio significa anche interrompere la spirale di violenza che colpisce le persone più vulnerabili. La crisi climatica amplifica povertà, precarietà abitativa, isolamento e instabilità economica: tutte condizioni che, secondo UN Women e UNDRR, aumentano il rischio di violenza domestica e femminicidi.
- Decidere insieme – Istituire Assemblee cittadine permanenti su clima e ambiente, composte da cittadine e cittadini e supportate dalla comunità scientifica, con il potere di discutere e proporre soluzioni concrete su mobilità, energia, consumo di suolo e giustizia sociale.
Insieme alla Casa delle Donne di Parma, chiediamo politiche territoriali che affrontino la crisi climatica e la violenza di genere come due facce dello stesso sistema: servono quartieri più sicuri, città meno cementificate, servizi pubblici forti, protezione dell’ambiente e delle persone. Parma deve investire immediatamente in giustizia climatica e giustizia di genere, perché la sicurezza delle donne passa anche dalla sicurezza dei territori che abitano.
Contatti stampa: info.xrparma@gmail.com | +393461470308
Caricato il 22/11/2025
Organizzazione
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Allegati
Settori
- Economia circolare / Sviluppo Sostenibile
- Sostenibilità
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