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I nuovi comportamenti di acquisto dei consumatori cinesi: il 70% acquista in piattaforme multicanali

I nuovi comportamenti di acquisto dei consumatori cinesi: il 70% acquista in piattaforme multicanali

 

L’indagine di intarget dimostra come una strategia da online a offline (O2O) abbia portato ad un incremento delle vendite al dettaglio del 4,9% nel 2021 rispetto all’anno precedente

 

Boutique O2O, sistemi di fidelizzazione unificati, servizio clienti online all’altezza dell’esperienza del negozio, punti vendita esperienziali: ecco come cambia il retail in Cina

Pisa, 28 febbraio 2022 - Tra i diversi scenari analizzati da intarget in occasione dell’uscita del suo in:china monitor 2022, che è stato pubblicato in occasione del capodanno cinese il 1° febbraio, il fenomeno da online to offline (O2O) vedrà, secondo la consultant, delle importanti ripercussioni nel mondo Occidentale. Da un lato, il retail tradizionale si sta digitalizzando, dall’altro l'e-commerce sta prendendo in prestito le tecniche di vendita dei  negozi fisici, adattandoli allo schermo di un telefono. Il 70% dei consumatori cinesi sono infatti acquirenti omnicanale che, combinando sia approcci a distanza che in presenza, rendono ancora più importante una gestione avanzata e sofisticata dei dati sul comportamento dei consumatori, al fine di offrire un'esperienza utente su misura durante tutto il customer journey.[1]

“Come osservato anche dal National Bureau of Statistics of China, negli ultimi due anni acquistare online è diventata una tendenza ormai consolidata in Cina, che ha accelerato in maniera consistente la crescita delle piattaforme retail on demand. La strategia da online a offline (O2O) è infatti diventata il più importante driver di crescita per i marchi e le loro attività FMCG (Fast-moving consumer goods, ovvero beni di largo consumo) e se confrontiamo le vendite al dettaglio in Cina di ottobre 2021, sono cresciute del 4,9% rispetto allo stesso periodo del 2020” afferma Stefano Generali, Managing Director di intarget China. “Se dovessi fare un parallelismo direi che il retail in Cina sta attraversando la stessa ibridazione che ha subito il mondo della comunicazione, quando si credeva che internet soppiantasse prima la radio e poi la TV, invece c’è stata un’ibridazione di linguaggi. Ora al retail sta accadendo la stessa cosa”.

Tali nuove abitudini di spesa dei consumatori cinesi hanno messo in atto una vera e propria metamorfosi: i cosiddetti flagship store, punti vendita nati e pensati per comunicare il brand a tutto tondo, sono ora spazi di condivisione di valori che tengono conto che la finalizzazione dell’acquisto avverrà solo dopo aver provato e toccato con mano i prodotti. Si parla ora di vere e proprie boutique O2O, luoghi dove i confini tra fisico e digitale vanno via via scomparendo. A questi nuovi spazi, si vanno poi aggiungendo una serie di tendenze in Cina: prima fra tutti, l’emergere di sistemi di fidelizzazione unificati, che vadano a creare una solida community capace di usufruire degli stessi vantaggi sia in fase di acquisto online che offline; secondariamente, il servizio clienti online all’altezza dell’esperienza in negozio, in cui gli assistenti alla spesa si presentano come altamente qualificati; infine, i punti vendita sono sempre di più “esperienziali”, disponendo di elementi digitali tali da consentire l’acquisto sia in presenza che online.

A guidare l'adozione degli strumenti digitali in combinazione con i tradizionali acquisti in negozio sono i cosiddetti “nativi digitali”, nati tra il 1980 e il 2012.

Un esempio che parla a questa generazione è lo TX Huaihai Youth Energy Center che si presenta come un centro commerciale innovativo che parla alle nuove generazioni: uno spazio adibito allo shopping ma allo stesso tempo centro d’arte immersivo, principalmente digitale, per promuovere giovani artisti e le ultime novità culturali e artistiche. Un altro esempio arriva poi dal centro commerciale Yíntài a Hangzhou, che ha promosso una campagna e un evento intitolato “True Best Health Bazaar”, in cui è stato ricreato un tradizionale mercato cinese con ambientazione e stile cyberpunk per potersi avvicinare ai più giovani e incoraggiare l’adozione di stili di vita sani” conclude Anna Pupi, China Market Specialist intarget Shanghai.

[1] Fonte: McKinsey Global Institute Analysis, November 2021


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intarget è il partner per la consulenza strategica nel customer journey. Fondata a Pisa nel 2001, conta oggi 4 ulteriori sedi a Milano, Roma, Lugano e Shanghai. Da vent’anni affianca aziende e brand per la pianificazione globale del customer journey, costruendo strategie di marca efficaci e misurabili. intarget supporta brand nazionali e internazionali in un percorso verso la piena maturità digitale e il raggiungimento degli obiettivi di business prefissati. Grazie ad un team internazionale composto da più di 150 professionisti, mira a rendere di valore e migliorare l’interazione tra persone e brand, sfruttando al massimo le potenzialità offerte da tecnologie e piattaforme digitali e realizzando soluzioni tecnologiche innovative.

L'ecosistema di soluzioni si compone di cinque aree di Business integrate:

in:agency per la consulenza strategica su attività cross-media e cross-country atte a coprire l'intero customer journey;

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in:ux per la progettazione e il design della User Experience e delle interfacce delle properties digitali;

in:studios per l'ideazione e la creazione di contenuti multimediali video, photography, motion graphics, 3d & postproduction;

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Per maggiori informazioni: www.intarget.net


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Caricato il 28/01/2022

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