Mind The Bridge
DNA di una startup - il profilo delle semifinaliste della Mind The Bridge Competition
DNA di una startup
Dall’analisi delle semifinaliste della Mind The Bridge Competition 2010 emerge il profilo delle start up italiane di successo. Ecco 10 i punti che caratterizzano le imprese e gli imprenditori innovativi che oggi e domani si contenderanno l’accesso alla Silicon Valley (fonte: Mind the Bridge 2010)
Milano, 5 novembre 2010 - Giunta quest’anno alla sua terza edizione, Mind The Bridge è un’iniziativa che nasce dall’intuizione di un gruppo di imprenditori italiani radicati con successo nella Silicon Valley. Obiettivo mettere altri giovani nella condizione di replicare la propria esperienza - nello spirito del “give back” - lanciando un “ponte” tra la creatività italiana e i capitali americani, aprendo nuove opportunità ai talenti del nostro Paese dove abbondano creatività e spirito imprenditoriale ma difettano cultura e pratica del venture capital.
1. L’istruzione conta…
Le startup 2.0 sono fondate da persone con alta formazione
- Solo il 5% non ha una laurea universitaria
- Il 67% ha un background scientifico/tecnologico, mentre il 33% ha una formazione economica/umanistica
- Il 42% ha un Ph.D o un MBA
2. ...ma studiare non basta
L’esperienza conta tanto quanto
Essere
La startup giusta non è mai la prima che si mette in piedi
- Il 28% ha precedenti esperienze imprenditoriali
3. Aprire i propri orizzonti è fondamentale
Lavorare e studiare all’estero significa generare una rete di rapporti, di opportunità, di idee, di esperienze che alimenteranno la attività di impresa
- Il 33% ha ottenuto il PhD all’estero
4. Le one-man band non fanno molta strada
Il successo di una startup dipende dall’impegno di squadra
- Il team dei fondatori è composto da 3-4 persone
- Solo il 7% ha un unico fondatore
5. Un ponte "rosa"
Sono ancora poche le donne che si lanciano in iniziative imprenditoriali, abbattendo le barriere culturali ancora oggi presenti
- L’86% è composto da uomini, solo il 16% da donne
- Nell’edizione 2010 sono 3 le donne a capo di una startup semifinalista, su 15
- Mind the Bridge si propone di sostenere l’imprenditoria femminile
6. Think Business
Gli scienziati solitamente faticano a pensare in termini di business e le università non incentivano i docenti a creare aziende (i cd. spin-off). Si avverte la relativa scarsa esperienza degli uffici di trasferimento tecnologico e una scarsità di manager disponibili a entrare in queste neo nate realtà imprenditoriali. C’è quindi ancora bisogno di spin-off universitari.
- Il 16% è incubato in un Parco Tecnologico
- Il 20% è uno spin-off accademico
7. Innovare non può essere una questione di geografia
- Il 77% ha origine nel nord Italia, il 9% al sud, l’8% in Italia centrale e il 6% all’estero
- 2 startup su 15 semifinaliste provengono dal sud (Sicilia, Sardegna)
8. Le esperienze pregresse contano
Un’iniziativa di successo è figlia di esperienze precedenti e di un percorso di studi e specializzazione che va oltre
- Il fondatore ha in media 35 anni
9. Alla conquista del capitale
Il successo richiede investimenti e di necessità la raccolta di capitali di rischio.
- Il 97% cerca un finanziamento
- Il capitale iniziale di investimento è di €33k
- Il 19% ha ricevuto qualche tipo di finanziamento esterno (per lo più borse di ricerca)
10.Chi fallisce ha una marcia in più
Il fallimento non è un'onta ma un bagaglio fondamentale di esperienza.
Serena Orizi per Mind the Bridge Foundation
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MIND THE BRIDGE FOUNDATION
La fondazione “Mind the Bridge” è un’iniziativa non-profit creata da Marco Marinucci. In una normale giornata lavorativa come manager di Google, Marco ebbe l’ispirazione mentre seguiva un progetto di tutoraggio e business plan competition in Africa. Colpito dall’impatto prorompente giocato da una tale iniziativa, decise di replicare tale modello con la speranza di riscontrare una simile reazione anche nel suo paese natale, l’Italia.Lo scopo finale della Fondazione è quello di promuovere un ecosistema imprenditoriale italiano sostenibile e spronare idee sempre più innovative facendo in modo che gli imprenditori italiani si espongano in modo diretto ai potenziali venture capitalist della Silicon Valley, il miglior ecosistema imprenditoriale del mondo.
Uploaded on 05/11/2010
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- Tecnologia