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Nasce “2030” il nuovo format ideato dall'Osservatorio Civic Brands

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Mirandola Comunicazione

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Nasce “2030: 20 brand in 30 minuti", il nuovo format ideato dall'Osservatorio Civic Brands

 

Il prossimo 8 giugno partirà il nuovo format ideato dall'Osservatorio Civic Brands di Ipsos e Paolo Iabichino

Patagonia, Banca Etica e Altromercato le prime realtà protagoniste

 

Milano, 7 giugno 2021 - Un appuntamento sui canali Facebook e Youtube  dell’Osservatorio Civic Brands, venti incontri di mezz’ora con marche che hanno saputo distinguersi e stanno assumendo un ruolo politico e sociale di guida per migliorare il proprio contesto culturale di riferimento.

Il primo appuntamento sarà l’8 giugno alle 18 con Patagonia dove Francesca Petrella e Paolo Iabichino dialogheranno con Damiano Bertolotti, Enviro and Marketing Coordinator Italy dell’azienda statunitense. 

“Venti incontri di mezz’ora in cui inviteremo realtà che si sono contraddistinte nell’impegno concreto nei confronti della società e della comunità nella quale operano. Abbiamo scelto di chiamare questo ciclo di dirette 2030 per creare un richiamo, forte e chiaro, all’Agenda 2030 dell’Onu. Una bussola per guidare lo Sviluppo Sostenibile, uno strumento sempre più decisivo nello strutturare obiettivi e convergenze tra le politiche europee per stimolare la ripresa post-covid. Inizieremo con Patagonia, uno degli esempi di brand con il coraggio di mettere in atto azioni concrete a favore di tematiche sensibili, ma non mancheranno realtà italiane come Altromercato e Banca Etica. Quando abbiamo presentato i dati dell’Osservatorio Civic Brand abbiamo capito che non c’è più tempo per racconti e narrative fini a se stessi. Servono esempi di nuove posture e sensibilità. Il momento che stiamo vivendo ci impone di prendere una posizione” afferma Paolo Iabichino, Direttore Creativo e co-founder dell’Osservatorio Civic Brands. Smettiamo di associare internet a un media e vediamolo piuttosto come un habitat o un ecosistema: capiremo così che ogni nodo è funzionale a quello di qualcun altro. C’è voluta la pandemia per scoprire le concatenazioni e permettere alle imprese di comprendere l’importanza di ogni attore di una filiera fatta di individui e di persone, alcune marche hanno capito che possono essere agenti di conforto e noi vogliamo affidare loro uno spazio per dire che il civismo delle marche non è solo possibile ma è l’unica strada.”

I dati rilasciati dall’Osservatorio Civic Brand sono chiari” ribadisce Francesca Petrella, Responsabile comunicazione Ipsos e tra i curatori dell’Osservatorio, “Il 43% degli italiani, se deluso da un Brand, non acquista più i suoi prodotti o servizi e l’impegno civico del brand ha una ricaduta economica concreta, il comportamento di una marca ormai è un driver di acquisto. Possiamo ormai dire che oggi è finito il tempo dell’attivismo della condivisione in cui brand e aziende agivano in determinati ambiti e semplicemente comunicavano iniziative e risultati alla collettività, per lasciare spazio all’attivismo della partecipazione e co-creazione.

Il 39% ritiene infatti che sia compito delle marche incentivare i comportamenti responsabili, contro il 26% che crede sia onere dei governi. Per il 63% degli intervistati, oltre a vendere prodotti o a offrire servizi, i marchi e le aziende devono agire in prima persona rispetto a questioni sociali rilevanti, per il 67% è arrivato addirittura il momento che le imprese cambino il proprio modo di vivere e operare per la società” 

Il primo appuntamento con Patagonia è per martedì 8 giugno dalle 18:00 in diretta sul canale YouTube e Facebook dell’Osservatorio Civic Brands, mentre il 30 giugno sarà la volta di Banca Etica, sempre dalle 18:00 alle 18:30, con Andrea Tracanzan, Responsabile Dipartimento Proposta di Finanza Etica.

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Obiettivo dell’Osservatorio è fotografare come il cittadino contemporaneo vede l’impegno sociale delle aziende e brand in Italia, inteso come impatto delle azioni compiute dalle marche per generare cambiamento negli ambiti più diversi: dalla sostenibilità ambientale alla gender equality, dal rispetto delle filiere alle politiche di Diversity & Inclusion.

La survey si è focalizzata anche nell'analizzare il cosiddetto “say-do gap”, ovvero la differenza tra dichiarato da parte delle persone ed effettivo comportamento agito. Comprendere il significato di questo dato è fondamentale, perché si presenta come il principale ostacolo a progetti, iniziative, strategie commerciali, programmi o campagne sviluppate tanto da istituzioni come da aziende, impedendo loro di essere portati a compimento con successo.

 

Per maggiori informazioni:

Mirandola Comunicazione | www.mirandola.net

Francesco Sicchiero | francesco.sicchiero@mirandola.net | 366 8759702

Clara Rigoldi | clara.rigoldi@mirandola.net

 

 

 






pubblicato il 07/06/2021

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Ambiente e natura, Comunicazione, Lavoro, Società;

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