Bruno Pellegrini

Bruno Pellegrini

CEO e Founder di Loquis

Definisce la sua vita come un pendolo che oscilla tra le sfide impossibili e la noia. Anzi è proprio la fuga dalla noia alla base dell’approccio sempre disruptive, sempre fuori da schemi e convezione di Bruno Pellegrini. Se la sua parabola imprenditoriale fosse una canzone, risuonerebbero sicuramente le note di Born to Run di Bruce Springsteen.

Un imprenditore atipico, votato all’innovazione, ma consapevole, come il Principe di Niccolò Machiavelli che “non esiste impresa più difficile e rischiosa del tentativo di instaurare un nuovo ordine delle cose”.

La sua ultima impresa è Loquis, un atlante sonoro globale, la cui missione è quella di raccogliere tutte le storie dei luoghi del mondo, rinnovando l’esperienza del viaggio, con un approccio totalmente screenless grazie agli sviluppi dell’intelligenza artificiale generativa che consente di tradurre in tempo reale i contributi in 7 lingue.

Una nuova sfida nell’innovazione, ultima tappa di un percorso, lungo e variegato, iniziato – dopo la laurea in Economia conseguita all'Università Bocconi nel 1990, in Procter & Gamble, dove ha ricoperto il ruolo di Brand Manager per Pantene e altri prodotti dell'azienda. Quindi Bain & Company, rinomata società di consulenza, e poi di nuovo lo studio, con un Master in Business Administration presso l'INSEAD. Alla fine degli anni ’90 arriva il primo contatto con il mondo digitale, con il lancio di uno dei primi portali web italiani, Jumpy, alla fine degli anni '90, in qualità di Direttore Marketing e Contenuti.

Passaggi che per Bruno Pellegrini hanno rappresentato tappe significative e ricche di valore, dai quali raccoglie una fondamentale lezione: mai innamorarsi troppo del proprio progetto, perché un coinvolgimento emotivo eccessivo può infatti oscurare la capacità di giudizio. Ostinarsi a perseguire un obiettivo può condurre a ignorare i segnali che suggerirebbero di prendere strade diverse o persino di abbandonare il percorso.

Il primo contatto con il digitale non rimane senza conseguenze: Pellegrini intuisce la portate dirompente del web 2.0, espressione di una transizione fondamentale verso la partecipazione degli utenti. Una nuova frontiera che esplode nel 2003-2004 e che esplora attraverso la scrittura di libri che trattavano del potenziale valore creato dalla collaborazione della community nella produzione di contenuti online. Inoltre, avvia  alcune trasmissioni televisive partecipative, culminate con la creazione del canale televisivo Current TV, basato su contributi video di blogger e reporter. E poi l'ideazione di TheBlogTV, una social media agency pionieristica in Italia, specializzata in modelli di coinvolgimento e supporto degli utilizzatori nella creazione di contenuti.

Pur considerando il video uno strumento di comunicazione estremamente efficace, in grado di innescare innovazione e nuovi modelli di partecipazione, Bruno Pellegrini non resta fermo su quel formato, e ben prima della rivoluzione del podcast, comincia a esplorare il mondo della voce. Intuisce che il sovraffollamento di immagini prodotta dall’esplosione delle diverse piattaforme social, avrebbe avuto come esito finale quello di un contesto ipercompetitivo e meno appagante, trasformando quel mondo in un campo di battaglia, dove l’attenzione degli utenti viene catturata da quella che definisce “la logica dello skip più che del coinvolgimento profondo”.

E in questo scenario che prende forma l’idea di Loquis, una piattaforma di pura oralità, dove raccogliere le storie dei luoghi del mondo. Per Pellegrini non è solo un’impresa, ma l’opportunità di immaginare un digitale diverso, capace di esaltare il valore del mondo reale, attraverso le storie, perché “i luoghi sono intrinsecamente le loro storie. Un edificio, un monumento, può anche essere considerato un'opera d'arte o qualcosa di diverso da chi è in grado di interpretarlo in tal modo, ma alla fine sono semplicemente aggregati di terra, mattoni, calce e acciaio posizionati in un determinato spazio. Senza conoscere le loro storie, i luoghi restano privi di significato”.

Storie come sale del mondo, senza le quali la terra si ridurrebbe a una semplice mappa da attraversare. Così Bruno Pellegrini crea Loquis per raccogliere queste narrazioni, preservarle e renderle accessibili. Per evitare che spariscano come “lacrime nella pioggia”. Per tramandare conoscenza, meraviglia e bellezza. Per continuare a fare la cosa più umana di tutte: raccontare storie attorno al fuoco. 

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