R2B
Per valutare la resistenza sismica totale c’è Re.sis.to.
PIATTAFORMA COSTRUZIONI
Per valutare la resistenza sismica totale c’è Re.sis.to.
Ciri Edilizia e Costruzioni
Dal rosso al verde acceso, cinque classi di vulnerabilità sismica per gli edifici, dalle situazioni più a rischio, che avranno la priorità, a quelle in migliori condizioni. È la classificazione di Resisto (Resistenza sismica totale), la valutazione della vulnerabilità sismica del patrimonio edilizio brevettata da Ciri Edilizia e Costruzioni. Una metodologia speditiva per inquadra edifici in calcestruzzo armato e muratura in cinque categorie omogenee per livello di vulnerabilità e quindi per criticità d’intervento.
Il territorio italiano, a causa della sua pericolosità sismica, necessità infatti di conoscere la vulnerabilità del patrimonio edilizio esistente, ma un’analisi approfondita richiede tempo e risorse. I metodi speditivi come Resisto, permettano invece la realizzazione di indagini conoscitive in grado di definire le priorità degli interventi e delle indagini approfondite.
Resisto consente di definire un'accelerazione al suolo di collasso PGAc, dove PGA è la Peak ground acceleration, cioè la misura della massima accelerazione del suolo indotta dal terremoto, che registra l'intensità di un sisma in una singola area geografica. L’accelerazione di collasso determinata mediante formule con carattere statistico è ritenuta come una stima del valore effettivo dell’edificio.
A questi dati vengono aggiunte altre valutazioni di carattere locale, come la geometria degli stessi elementi strutturali e le criticità rilevate nel corso dei sopralluoghi. Si ottiene così un’immagine della vulnerabilità sismica per ogni edificio e la successiva classificazione Resisto.
Un museo virtuale per la chiesa di San Giovanni Evangelista a Ravenna
Ciri Edilizia e Costruzioni – Unità operativa di recupero e restauro
In sedici secoli di storia la chiesa di San Giovanni Evangelista di Ravenna è passata attraverso innumerevoli fasi architettoniche e decorative oggi scomparse. Ma il progetto di Museo virtuale realizzato dall’Unità operativa di recupero e restauro di Ciri Edilizia e Costruzioni permette di riviverle attraverso un percorso virtuale. Come? Unendo le moderne tecnologie visive tridimensionali alle ricerche storico-documentarie pluridisciplinari svolte dall’Università di Bologna su una delle più antiche chiese ravennati.
La pianta originaria del quinto secolo aveva tre navate scandita da due ordini di 9 colonne ciascuno, preceduta da un profondo portico. Nel corso del tempo profonde modifiche portano, dal 1400, all’allungamento delle navate con inglobamento del portico e alla costruzioni di ambienti accessori a lato dell’abside e lungo le navate. Durante l’età barocca (1600-1700) l’interno si arricchisce di stucchi e di una grande scala di accesso all’area presbiteriale. Della fase originaria restano in vista solo i capitelli e le colonne. A causa dei bombardamenti inglesi del 1944 la chiesa viene gravemente danneggiata ma nel dopoguerra i restauri tentano di riportare l’edificio alla sua veste originaria.
La documentazione storica è servita come base per ricostruire in 3D le fasi antiche e le strutture non più esistenti. Capitelli e colonne sono stati riprodotti partendo da fotografie opportunamente rielaborate via software per potere avere un modello più preciso e vicino all’originale.
I modelli 3D ricostruiti sono stati resi esplorabili in maniera interattiva via web tramite la creazione di un tour virtuale che permette agli utenti di esplorare la chiesa attraverso i secoli mettendo in evidenza i numerosi cambiamenti. Il tour è arricchito di informazioni dettagliate di carattere storico ed architettonico sotto forma di aree sensibili interrogabili dall’utente durante l’esplorazione.
Caricato il 05/06/2013