Mind The Bridge

Quando l’innovazione si tinge di rosa

 

Why Italy Matters

Quando l’innovazione sitinge di rosa

All’interno dellatappa californiana dell’Italian Innovation Day proclamata la vincitrice dellaMind the Bridge Competition: è Timbuktu, rivista su iPad per bambini.

Startup interamente alfemminile, fondata da Elena Favilli e Francesca Cavallo

 

 

 

San Francisco, 23Febbraio – Si tinge di rosa la finale della Mind the Bridge Competition,organizzata all’interno dell’Italian Innovation Day in collaborazione conIntesa Sanpaolo-StartupInitiative, Berkeley University of California, Italian Business&InvestmentInitiative, BAIA-Business Association Italy America. Dopo un intenso periodo di incubazione al Gym,la palestra imprenditoriale con sede a One Market Plaza in San Francisco, il gradino più alto del podio è toccato a Timbuktu, startup tutta al femminile fondata da Elena Favilli (CEO) e Francesca Cavallo (Creative Directorand Cofounder) e che offre prodotti editoriali digitali per bambini.

 

11 le startup- le migliori uscite dalla Mind the Bridge Competitione dalla Intesa Sanpaolo Startup Initiative - che si sono affrontate allaprestigiosa Università di Berkeley davantia una platea di oltre 150 persone, tra cui numerosi investitori e biz angels dellaSilicon Valley, coordinati da Fabrizio Capobianco, Chairman e Presidente diFunambol.

 

“Mind the Bridge, conil progetto Italian Innovation Day, ha dimostrato che l'innovazioneitaliana può trovare spazio e attenzione anche in Silicon Valley – commenta Marco Marinucci, founder ed Executive Director di Mind the Bridge - Dopo essere stati a Stanford lo scorsoanno, quest'anno abbiamo replicato a Berkeley portando 11 startupitaliane di buona qualità. Ma non ci fermiamo qui. Lunedì prossimo metteremo in contatto le nostre startup con quelleprovenienti dai più interessanti progetti di incubazione israeliani e tedeschicon cui stiamo lavorando per unire le forze. La Silicon Valley ha insegnatoche la contaminazione culturale premia. In questa direzione vogliamo andareinserendo le nostre startup all'interno di un hub internazionale”.

 

Una contaminazione che la fondazionecaliforniana ha fatto propria fin dall’inizio attraverso la costituzione di unincubatore che accoglie le migliori startup innovative italiane creandoopportunità di scambio, condivisione e crescita collettiva. Come conferma Elena Favilli, in un commento a caldosubito dopo la vittoria:

 

“Siamoarrivate a San Francisco il 29 gennaio e in questo periodo abbiamo lavoratoincessantemente al pitch di 5 minuti che abbiamo fatto oggi, quasi in manieramaniacale, affiancate da Christian DiCarlo, il mentor che ci ha assegnato lafondazione e che lavora al Corporate Development di Adobe – ricorda Elena- L’aspetto più bello della Mind theBridge Competition è stato senza dubbio la possibilità di condividere questaavventura con altre startup, provenienti tutte da ambiti molto diversi traloro, cariche di determinazione ed esperienza. Lo scambio di queste competenzerappresenta proprio il suo valore aggiunto. Per ora tutto procede molto beneanche se molto rapidamente. Stiamo imparando tantissime cose a una velocitàimpressionante. Le opportunità per entrare in contatto con persone davverorilevanti per il nostro progetto qui di certo non mancano. Abbiamo già fatto 3 incontri con degli investor e stiamofacendo fundraising: cerchiamo angelfund tra i 500k e 1Milione di euro”.

 

Timbuktu Labs crea esperienze di letturamulti-piattaforma che portano i metodi più avanzati dell'educazione nel mondodell'editoria e il primo prodotto presentato è Timbuktu Magazine, newsmagazineper bambini progettato per iPad. Un progetto che ha colpito molto sia dal puntodi vista del business model che del pitch:

 

 

 

“Penso che alla vittoriaabbia contribuito anche la nostra presentazione, studiata molto a lungo – aggiunge Francesca Cavallo -Rappresenta infatti un esempio concreto di vita quotidiana: una famiglia,genitori stanchi alla sera e difficoltà nel trovare un modo per intrattenere ibambini. Questa è un’esigenza manifestata da tanti genitori e il nostroprodotto contribuisce a soddisfarla. Ma al contrario di quanto avviene con ivideogame, qui il device non vieneconcepito come uno strumento di ‘parcheggio’ dei figli, relegati aun’esperienza solitaria. Al contrario, le App fanno divenire l’iPad unostrumento che unisce le generazioni. Negli Stati Uniti, dove i legamifamiliari sono anche più deboli di quanto non lo siano in Italia, il nostroprodotto va a toccare un argomento molto delicato e vivo, che è quello dellarelazione. Ed è proprio per questo cheuna frase che ci piace sempre dire è che “Timbuktu makes family the coolestplace to be”.

 

 

Laproclamazione è avvenuta giovedì in tarda serata in California - primo mattinoin Italia - a conclusione di una mezza giornata interamente dedicata all’Italiae al ruolo che riveste oggi nel panorama internazionale, come cita il claimdell’iniziativa “Why Italy Matters”.

Ospite Peter Arvai, CEO e Co-Founder di Prezi il quale, intervistato da Massimo Arrigoni, nuovo membro del board della Mind The BridgeFoundation, ha condiviso la sua esperienza, trucchi e suggerimenti nel panel "The TranslatlanticStartup: do's and dont's of a multi-country startup". “Ho disegnato la mia aziendacome un canvass – hadichiarato Arvai - Abbiamo uncervello europeo a Budapest a cui abbiamo dato concretezza grazie ai capitaliamericani”.

 

Successi ai qualiaspirano anche le startup italiane che qui in California arrivano persviluppare intensivamente il proprio business model e per migliorarel’approccio ai possibili investitori. Una palestra imprenditoriale, quella diMind the Bridge, che dopo 5 anni può già registrare una serie di importantitraguardi e delineare nuovi e ambiziosi progetti.

 

“Cosa serve all'Italiaper diventare la prossima Israele? Un numero crescente di nuove imprese diqualità – commenta Alberto Onetti, Chairman della Fondazione - Mind the Bridge sta lavorando in questadirezione e stiamo progressivamente raccogliendo i primi risultati chetestimoniano la bontà del lavoro fatto. Delle 20 startups che sono passateattraverso il nostro programma negli ultimi due anni più della metà hanno fattoun salto di qualità significativo. Registriamoinfatti 2 exit, 3 affermazioni in contesti internazionali (Le Web, SeedCamp eMicrosoft Bizspark), 6 round di finanziamento da venture capital e seed funds.E quelle che sono qui quest'anno promettono parimenti bene. Dobbiamo continuarecosì. La credibilità è un processo che si costruisce nel tempo. Quanto fatto èincoraggiante, proseguiamo in questa direzione con l'obiettivo di avere quantoprima dei casi di successo italiani”.

 

 

 

Appuntamento dunque in primavera aNew York con la seconda giornata dell’Italian Innovation Day.

Maggiori informazioni su www.italianinnovationday.come www.mindthebridge.org .

Uploaded on 24/02/2012