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Eventi Green, i tre pilastri per evitare un ecologismo di facciata
Eventi Green, i tre pilastri per evitare un ecologismo di facciata
Capacità di analisi degli impatti ambientali e studio di azioni per ridurli, la comunicazione dell’evento che vede la nascita di figure professionali sempre più competenti e attente alla sostenibilità nell’organizzazione e la certificazione in grado di promuovere e verificare la sostenibilità
Proliferazione di movimenti ambientalisti, presenza di testimonial “green” e il lancio di campagne di comunicazione all’insegna della sostenibilità: questi sono solo alcuni esempi di azioni che, a livello mondiale, fotografano una preoccupazione, un impegno e una sensibilità sempre più in crescendo verso i temi dell’economia green
Milano, 28 febbraio 2022 - Gli eventi green rappresentano oggi una nuova sfida che intreccia più ambiti per raggiungere un unico scopo: quello della salvaguardia ambientale, un tema che racchiude in sé aspetti e problematiche sempre più evidenti e complesse. Una partita che si gioca quindi tra la cultura della sostenibilità, l’organizzazione e la capacità di relazione degli enti coinvolti che, per evitare un ecologismo di facciata, non possono prescindere da tre competenze: capacità di analisi degli impatti ambientali e studio di azioni per ridurli, la comunicazione dell’evento che vede la nascita di figure professionali sempre più competenti e attente alla sostenibilità nell’organizzazione di eventi e la certificazione in grado di promuovere e verificare la sostenibilità.
“Gli eventi di qualsiasi tipo, siano essi di carattere sportivo, musicale o culturale, sono iniziative importanti che movimentano migliaia di persone in un’area di territorio limitato - spiega Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, che con Ambiente e Salute Società Benefit è realtà partner della 24ORE Business School -. Questo inevitabilmente genera impatto a livello ambientale per aspetti come la produzione di rifiuti, la necessità di mangiare, la frequentazione di un luogo che richiede forniture di luce, energia, impianti di arieggiamento e altri approvvigionamenti di questo tipo. Gli eventi devono quindi andare incontro ad un percorso di salvaguardia ambientale: un impegno su cui devono concentrarsi sia le autorità nazionali, regionali e locali, sia i cittadini che sono chiamati a prendere decisioni responsabili. Ma anche le imprese che organizzano eventi non possono non porsi il problema dell’impatto ambientale, servono competenze in grado di analizzare gli impatti e ridurli al minimo”.
Allo stesso tempo, la comunicazione di un evento green gioca un ruolo fondamentale per consolidare e promuovere la cultura della sostenibilità ambientale. Partendo da un’analisi degli impatti ambientali e studiando le possibili azioni per ridurli, comunicare all’esterno ciò che si fa diventa importante principalmente per due ragioni: da una parte, si descrive l'impegno della realtà organizzatrice; dall'altra, permette anche di fare un’azione culturale verso i fruitori dell'evento, punto estremamente rilevante per trasmettere una mentalità all’insegna del green.
Al tema della sostenibilità ambientale, tanto complesso quanto delicato, fanno da contraltare pericolose pratiche di strumentalizzazione come il “Greenwashing”, traducibile con la definizione di “ecologismo di facciata”. Un mero esercizio di marketing secondo il quale le aziende promuovono prodotti e servizi facendo leva sul tema della sostenibilità per fare presa sul pubblico, ma rimanendo slegati dai reali valori alla base della salvaguardia dell’ambiente e snaturando il vero significato del concetto di “green”. Un fenomeno che può essere combattuto coltivando figure professionali con competenze mirate all’organizzazione di eventi green: per evitare azioni di greenwashing e valorizzare appieno e in modo autentico l’idea di ecosostenibilità, diventa infatti imprescindibile formare professionalmente persone che sappiano conoscere a fondo le singole voci di inquinamento legate ad un evento.
La formazione di professionisti dotati di competenze individuali legate all’organizzazione e all’interlocuzione con gli stakeholders può valorizzare la sostenibilità di un’iniziativa pensata nel rispetto dell’ambiente, del territorio e della società: tenere tutti gli enti coinvolti in relazione tra loro è infatti un punto imprescindibile per la buona riuscita di un evento green. Le figure professionali diventano così fondamentali per la realizzazione di un evento all’insegna della sostenibilità e, soprattutto, per la salvaguardia dell'autenticità dei valori che contraddistinguono l’economia green, per la quale il greenwashing rappresenta una vera e propria minaccia.
Oltre alla formazione di figure professionali nate per organizzare e gestire eventi ecosostenibili, è possibile catalogare e certificare tramite parametri misurabili un evento come “green”. A questo scopo, Legambiente e Ambiente e Salute Società Benefit hanno promosso Ecoevents, una certificazione che, a seguito dell’analisi di oltre cento parametri, permette di certificare un evento come green.
Tra il 21 e il 28 febbraio, la 24ORE Business School dedica una serie di Open Lessons verticali proprio al tema della sostenibilità ambientale, a cui prenderà parte come relatore anche il presidente di Legambiente, Stefano Ciafani. Un tema che, nello specifico, sarà al centro della Open Lessons dal titolo “Gli eventi green, sostenibili e a basso impatto ambientale”, in programma lunedì 28 febbraio dalle 17 alle 18 e del Master Part Time Green Event Management, in collaborazione con Ambiente e Salute S.B., in partenza a novembre 2022.
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24ORE Business School è la prima scuola di formazione italiana. Nata nel 1993 per formare manager e professionisti e aiutarli a definire e a realizzare il loro percorso professionale con un’offerta innovativa e differenziata per industry e aree tematiche. Registra circa 25 mila presenze annue tra giovani neolaureati, manager e professionisti. Duemila studenti all’anno sono stati inseriti nel mondo del lavoro con tassi di conferma superiori al 95%. Garantisce una formazione completa in linea con le esigenze di mercato, grazie a una faculty unica composta da docenti, manager d’azienda, consulenti e giornalisti italiani e internazionali con esperienza diretta di settore, approccio pragmatico e orientato al business.
24ORE Business School è controllata da Palamon Capital Partners, fondo d’investimenti inglese che ha investito con successo in formazione sia in Europa che in America e ha acquistato la proprietà della società da Il Sole 24 ORE.
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Uploaded on 28/02/2022