24ORE Business School

Il contributo delle città nel risolvere la crisi climatica ed ecologica

Il contributo delle città nel risolvere la crisi climatica ed ecologica

“Uno dei grandi errori commessi nel comunicare il cambiamento climatico e il riscaldamento globale è stato quello di raccontare storie distanti dalle persone, come raccontare degli orsi polari e gli iceberg non li vedremo mai nella nostra vita.

 

Milano, 20 dicembre 2021 - “Più della metà della popolazione mondiale vive nelle aree urbane, dove al momento si produce l’85% del PIL globale ed entro il 2050 questa popolazione aumenterà arrivando a toccare il 70%” con questa premessa Valeria Barbi, politologa e naturalista ha aperto la moderazione dell’incontro organizzato dalla 24Ore Business School, la scuola di formazione italiana, sul ruolo degli ecosistemi urbani nel risolvere crisi ecologica e climatica.

Tra gli esperti che sono intervenuti Piero Pelizzaro, Direttore della Direzione di Progetto 'Città Resilienti' del Comune di Milano che ha posto l’accento sull’importanza di investire sulla ciclabilità e sulla pedonalizzazione e di scendere sempre di più di scala, ovvero arrivare alle specifiche delle aree su cui si vuole lavorare.
Infatti, se un obiettivo è ridurre la capienza del trasporto pubblico post covid ed evitare di favorire il ritorno alle auto, dall’altra serve scendere da una visione che prende come riferimento l’intera città e di passare piuttosto al distretto, alla strada o al quartiere, tutte quelle zone dove si possono risolvere i problemi che il cambiamento climatico comporta. La  barriera più difficile da abbattere quando si parla di crisi climatica è, secondo Pelizzaro, la comodità delle persone. Le amministrazioni possono avvicinarsi sia grazie ai servizi digitali, sia attraverso processi di rinaturalizzazione della città, intesi come la riduzione dello spreco d’acqua e al suo utilizzo per uso potabile, fino alla protezione ambientale per prevenire possibili problemi di salute.

Elena Stoppioni, Ingegnere Ambientale e Presidente di Save the Planet - associazione no profit che si rivolge a PMI, alla società civile e alla pubblica amministrazione con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e promuovere progetti - si è focalizzata sul problema dell’’immobilismo dei cittadini e sulla necessità di riscoprire la bellezza di vivere in equilibrio con la natura. La comunicazione svolge un ruolo chiave nella diffusione dei temi sociali per poter dare una maggiore consapevolezza alle persone della possibilità, sempre più concreta, di poter disporre di spazi green e di attrarre e avvicinare gli abitanti a queste tematiche.

Sull’importanza della comunicazione è intervenuto anche Emanuele Bompan, Direttore di Materia Rinnovabile: “Uno dei grandi errori commessi nel comunicare il cambiamento climatico e il riscaldamento globale è stato quello di raccontare storie distanti dalle persone, come raccontare degli orsi polari e gli iceberg non li vedremo mai nella nostra vita. Si può parlare piuttosto dell’agricoltura del vino che cambia, del calore delle città e delle conseguenze per gli anziani, dell’aumento degli incendi.”
Secondo Bompan la comunicazione non ha effetto senza azione e deve fronteggiare  da un lato la sovrabbondanza di informazioni e dall’altra un decremento della capacità di assorbire e internalizzare queste informazioni, passaggi fondamentali nel renderci consci dei cambiamenti in atto. Ciò che manca è l’educazione e il rafforzamento delle capacità del soggetto di apprendere. Lo stesso tema della comodità ritorna quando si parla del modo con cui si attinge alle notizie per informarsi: il rischio è quello di fermarsi alla lettura di un tweet e non leggere un libro perché faticoso. “Servono soluzioni semplici a problemi complessi ma serve la complessità per farlo, è un ossimoro”.

“Avvicinare gli ecosistemi urbani con quelli naturali è una sfida, ma le nuove professionalità in campo possono vincerla se c’è una strategia che tenga conto della complessità. Questa tavola rotonda ci ha permesso di ascoltare esperti che toccano con mano le problematiche che gli insediamenti urbani generano, ma non va dimenticato che le città sono una fucina di  sperimentazione dove le esigenze dei nuclei urbani e la bellezza della natura possono non solo trovare un equilibrio ma addirittura permettere di attuare il vero significato di progresso: migliorare per il bene collettivo” afferma Anna Belloni, Responsabile aree Sport, HR ed Energy della 24ORE Business School.

I temi affrontati hanno anticipato quanto verrà trattato nel Master Energy Management e Sostenibilità Ambientale in partenza a febbraio 2022 e il Master Green Management che partirà a maggio.

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24ORE Business School

24ORE Business School è la prima scuola di formazione italiana. Nata nel 1993 per formare manager e professionisti e aiutarli a definire e a realizzare il loro percorso professionale con un’offerta innovativa e differenziata per industry e aree tematiche. Registra circa 25 mila presenze annue tra giovani neolaureati, manager e professionisti. Duemila studenti all’anno sono stati inseriti nel mondo del lavoro con tassi di conferma superiori al 95%. Garantisce una formazione completa in linea con le esigenze di mercato, grazie a una faculty unica composta da docenti, manager d’azienda, consulenti e giornalisti italiani e internazionali con esperienza diretta di settore, approccio pragmatico e orientato al business.

24ORE Business School è controllata da Palamon Capital Partners, fondo d’investimenti inglese che ha investito con successo in formazione sia in Europa che in America e ha acquistato la proprietà della società da Il Sole 24 ORE.

 

Per maggiori informazioni:

Mirandola Comunicazione

Francesco Sicchiero | francesco.sicchiero@mirandola.net | 366 8759702

Rebecca Rossetti | rebecca.rossetti@mirandola.net | 392 0504231

 

 

Caricato il 20/12/2021

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