R2B

PIATTAFORMA SCIENZE DELLA VITA

PIATTAFORMA SCIENZE DELLA VITA
Irmi, verso una rete italiana della medicina rigenerativa

Progetto nazionale a cui collaborano le Università di Bologna e di Modena e Reggio e l’Istituto Ortopedico Rizzoli con il laboratorio Prometeo

 

Più di un centinaio di nuovi posti di lavoro nel campo della medicina generativa, l’accrescimento della competitività e dell’innovazione italiana nel settore, la creazione di una rete nazionale di Cell Factory, i laboratori di manipolazione delle cellule necessarie allo sviluppo della medicina rigenerativa. Ma anche l’impegno nella divulgazione scientifica di un tema cruciale per la sanità del futuro.

 

Sono questi gli obiettivi strategici di Irmi (Infrastruttura Italiana di Medicina Rigenerativa) progetto finanziato dal Miur che coinvolge otto regioni italiane tra cui l’Emilia-Romagna e partner pubblici tra cui l’Istituto Rizzoli, l’Università di Bologna e di Modena e Reggio Emilia. Parteciperanno inoltre al trasferimento tecnologico dodici aziende nazionali, tra cui grandi gruppi industriali regionali, quali il Gruppo Chiesi Farmaceutici, il Gruppo Igea e il Gruppo Villa Maria Care&Research con la clinica Maria Pia Hospital di Torino.

 

Guarire le malattie croniche anziché curare i sintomi è il paradigma della medicina rigenerativa, settore che sul mercato mondiale nel 2012 ha raggiunto i 12 miliardi di dollari e raggiungerà i 35 miliardi entro il 2019 (dati Arm). Fondamentale quindi permettere alle imprese e alle conoscenze italiane di emergere in questo settore che comincia oggi la sua età dell’oro e che offrirà nei prossimi anni grandi possibilità d’investimento e di sviluppo.

 

A rappresentare l’Irmi per il Rizzoli è il Laboratorio Prometeo diretto da Pier Maria Fornasari: “Obiettivo strategico della rete - spiega Fornasari – è quello di facilitare l’interazione tra le strutture di ricerca pubbliche e le industrie italiane per ottimizzare le risorse e allineare le conoscenze nazionali, con il fine ultimo di aumentare innovazione e competizione del made in Italy nel campo. Fondamentale l’internazionalizzazione delle attività tramite la costruzione di reti di contatti stabili con infrastrutture analoghe, tra cui quelle attive in Germania, Giappone, Stati Uniti e Australia”.

 

Irmi assicurerà anche la formazione di nuove figure professionali nelle diverse articolazioni della medicina rigenerativa con l’obiettivo di avviarle professionalmente, creando al proprio interno oltre 100 nuovi posti di lavoro. Nuovo impulso verrà dato anche alla divulgazione, rivolta al pubblico non specializzato, dei principi e delle potenzialità della medicina rigenerativa.

 

Ruolo centrale in questa partita è quello giocato dalle Cell Factory per le quali è prevista la creazione di una rete a livello nazionale. L’obiettivo è armonizzarne le attività, erogare il servizio migliore a ospedali e laboratori e sostenere al meglio l’elevato impegno economico che comporta la gestione di strutture autorizzate alla produzione asettica di cellule per terapia umana. Parte di questa rete saranno ovviamente le Cell Factory già attive all’interno del progetto: ovvero quelle della Banca del Tessuto Muscolo-scheletrico della Regione E-R presso il Rizzoli, del Niguarda (autorizzata Aifa), del Centro di Medicina Rigenerativa di Modena (autorizzata AIFA), del Centro di Biotecnologie Molecolari dell’Università di Torino (in attesa di autorizzazione) e RiMed (in attesa).

Caricato il 05/06/2013

Share

Organizzazione

Immagini