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Gli studenti dell'Università Cattolica in soccorso ai migranti

Università Cattolica del Sacro Cuore
Mirandola Comunicazione

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Gli studenti in soccorso ai migranti

Dalle aule universitarie all’esperienza sul campo: sono gli alunni di Psicologia e Scienze della Formazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia. Zaino in spalla, studenti e docenti hanno soccorso a Ventimiglia i profughi provenienti dalle zone più povere dell’Africa

 

Milano, 6 giugno 2018 – Portare assistenza e conforto nelle zone di maggiore difficoltà, mettendo in pratica gli insegnamenti appresi nelle aule universitarie. Ѐ quello che hanno fatto alcuni studenti della facoltà di Psicologia e Scienze della Formazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia che hanno partecipato al programma Service Learning, proposta formativa e pedagogica che unisce il volontariato e le azioni solidali verso la comunità all’apprendimento di competenze professionali, metodologiche, sociali e didattiche.

In questo contesto si inserisce Ventimiglia all’ora, il progetto che ha visto un gruppo di studenti partire zaino in spalla alla volta della cittadina ligure, punto di passaggio obbligato per tutti i migranti che desiderano recarsi in Nord Europa. Insieme alla Caritas e alla Croce Rossa del luogo, divisi in gruppi di lavoro, gli studenti hanno partecipato a tre giorni intensivi dando assistenza al gruppo di profughi presenti nella zona di frontiera, preparando e distribuendo pasti, oltre a fornire un servizio d’ascolto.

«Andare lì è significato ragionare anche sugli shock culturali che colpiscono i popoli migranti e sulle criticità riscontrate», spiega Livia Cadei, docente di Pedagogia interculturale, che ha accompagnato un primo gruppo di otto studenti della facoltà di Psicologia. 

«Per operare in un luogo di criticità è importante conoscere profondamente la realtà in cui si sta per agire», continua Carolina Mastrosimone, iscritta alla facoltà di Scienze della formazione primaria.

Un progetto nato in una futura ottica professionale, come sottolinea Monica Amadini, docente di Pedagogia sociale e interculturale: «Non si tratta solo di fare e operare concretamente, ma anche di riflettere sull’applicazione delle competenze apprese. In contesti di criticità il gruppo ha sperimentato aspetti diversissimi dell’emergenza, dal pelare le patate, montare le brande fino allo strutturare corsi linguistici: fondamentale è capire che tutto questo è strettamente connesso all’ambito lavorativo a cui si legheranno nel loro futuro professionale, che sarà gioco forza interculturale».

Il successo che Ventimiglia all’ora ha riscontrato è stato così importante che la commissione organizzativa ha deciso di proporlo nei prossimi mesi, fiduciosa che anche in futuro potrà giovare alla formazione dei giovani professionisti di domani.

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pubblicato il 06/06/2018

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Cultura, Comunicazione, Maschile;

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