Terme Berzieri

Buon compleanno, Berzieri! A Salsomaggiore un convegno ed una mostra celebrano i 100 anni dall'apertura delle terme

Buon compleanno, Berzieri! A Salsomaggiore un convegno ed una mostra celebrano i 100 anni dall'apertura delle terme

 

Il 26 e 27 maggio architetti, urbanisti e storici da tutta Europa a confronto sull’importanza dell’Art Decó termale.

 Al via gli interventi di Futura, masterplan del Politecnico di Milano che contribuirà alla rigenerazione della città, insieme al restauro dello stabilimento firmato dal gruppo QC Terme 

 

Salsomaggiore Terme (Pr) 26 Aprile 2023 - Buon compleanno, Berzieri! Le terme di Salsomaggiore compiono 100 anni e sono pronte ad un ritorno al futuro.

Il 27 maggio 1923 lo stabilimento dedicato a Lorenzo Berzieri apriva i battenti fra curiosità, crinoline e stupore: per Salsomaggiore stava per iniziare l’età dell’oro delle cure termali, del glam, delle tante miss. Un secolo esatto dopo e fra un mese, il 26 e 27 maggio 2023, si volta pagina: un convegno, una mostra e l’illustrazione di un masterplan, firmato dal Politecnico di Milano, compongono la prima pietra del new deal con cui questa ville d’eaux, capitale emiliana del benessere si riprende il suo ruolo di tempio della bellezza e della salute. 

Passato, presente e futuro si danno appuntamento con “Le città di Igiea, luoghi termali fra memoria e progetto, un convegno internazionale che porterà a Salsomaggiore decine di esperti fra architetti, urbanisti, storici da tutta Europa.

Nel primo dopoguerra il Berzieri fece scuola nella corrente artistica dell’Art Decó termale: le due giornate mirano a inquadrare tempo, forma e luogo di quel contesto culturale”, spiega Emilio Faroldi, prorettore vicario del Politecnico di Milano e direttore scientifico del convegno

Gli incontri al palazzo dei Congressi si ispirano a quella dea della salute, figlia di Asclepio, che i greci da sempre chiamano Igiea, Υγε?α, scandendo il suo nome, ancora oggi, ad ogni augurio di benessere e prosperità. Occhi azzurri, sguardo senza tempo: così la ritroviamo dipinta all’interno dello stabilimento termale, in uno dei più celebri affreschi firmato da Giuseppe Moroni che, sotto la guida di Ugo Giusti e Galileo Chini, collaborò all’apparato decorativo del Berzieri. Il convegno parlerà anche di loro. A Chini, in particolare, sarà dedicata una mostra: diffusa in quattro palazzi storici della città, fino a fine settembre, contribuirà a raccontare il work in progress con cui la città termale si avvia alla sua rinascita. In questi giorni si attende, infatti, anche il via al corpus di interventi che il gruppo QC Terme, in collaborazione con cassa Depositi e Presiti, ha in calendario proprio per le Terme Berzieri, con un investimento di 15 milioni che in due anni, ridisegnerà il tempio termale secondo i canoni contemporanei del wellness. 

A plasmare forme e nuove sorti di Salsomaggiore sta, intanto, pensando il masterplan strategico che il Politecnico di Milano, con il dipartimento di Architettura, Ingegneria delle Costruzioni ed Ambiente Costruito, ha realizzato, in sinergia con il Comune di Salsomaggiore e con gli strumenti operativi del nuovo Pug - Piano urbanistico generale. “Lo abbiamo chiamato Futura, spiega Maria Pilar Vettori, docente della Scuola di architettura dell’ateneo milanese di piazza Leonardo da Vinci. Una citazione di Lucio Dalla, certamente, ma anche, dopo Igiea, un’altra declinazione al femminile per l’energia creatrice che darà nuova vita a Salsomaggiore: “Acronimo per Forme urbane termali fra urbanistica, rigenerazione ed architettura, Futura è soprattutto un respiro nuovo: siamo partiti fin dal 2017 con interviste ai residenti e con un confronto aperto con la città e i suoi rappresentanti, immaginando un luogo policentrico in grado di offrire quella fusione fisica e funzionale che oggi le città europee richiedono”, spiegano ancora Vettori e Faroldi.

Nel Rinascimento si progettavano le città ideali, chiamando a raccolta le migliori “firme” dell’arte: dopo anni di attesa ed incertezza, Salsomaggiore ha fatto lo stesso, affidando le ansie di una città complessa, stratificata, viva, talvolta anche ferita, al sapere visionario di architetti e progettisti. Per rendere concreta e reale quell’utopia in cui l’uomo da sempre prova fondere la sua idea di ieri con lo slancio verso il domani.

Dalla passarella per aprire alla città il parco e la corte civica Tommasini, alla galleria Domenico Romagnosi sulle vie dello shopping, ad un nuovo assetto per le piazze della stazione e l’arena dei Platani: “Il masterplan resta uno strumento aperto, in divenirespiega ancora Faroldi -: non un sistema chiuso come lo pensavano, invero, gli antichi, ma un’idea moderna di città smart, sostenibile, multidirezionale e inclusiva”. Semplicemente, Futura.

Se è una femmina si chiamerà Futura.
Il suo nome detto questa notte
mette già paura
sarà diversa, bella come una stella

(Lucia Dalla, Futura, Berlino 1980)

 

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Uploaded on 15/05/2023