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L'Export in Italia - Il Commento di Riccardo Mangiaracina (Osservatori School of Management Politecnico di Milano)

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Lo stato dell'arte dell'Export italiano

Il commento di Riccardo Mangiarqacina, Direttore dell'Osservatorio Export e eCommerce B2c del Politecnico di Milano

Il canale digitale sta diventando sempre più rilevante nell’accesso ai mercati internazionali. L’eCommerce nel mondo è cresciuto del 20% nel 2018, raggiungendo il valore di 2500 miliardi di euro.

In Italia, tuttavia, non si riesce ancora a sfruttare pienamente le opportunità che l’eCommerce offre a livello globale.

Nel nostro Paese il valore della domanda eCommerce ha raggiunto, nel 2018, i 27,4 miliardi di euro. Nonostante il dato sia in crescita (+16%), il nostro eCommerce è pari a poco più del 4% del valore del mercato eCommerce statunitense (620 miliardi di euro) e a meno del 3% di quello cinese (1000 miliardi di euro).

Nello stesso anno l’Export digitale, inteso come il valore delle vendite da siti italiani a consumatori stranieri, ha raggiunto 3,9 miliardi di euro e rappresenta il 16% delle vendite eCommerce totali. La vendita di Servizi vale circa 1,3 miliardi di euro (+6% rispetto al 2017) mentre i prodotti, grazie a una crescita dell’11%, raggiungono 2,6 miliardi di euro e rappresentano il 68% delle vendite totali oltre-confine (con l’Abbigliamento che costituisce circa i due terzi dell’Export di prodotto). Se alle vendite all’estero da siti italiani aggiungiamo anche quelle realizzate da aziende italiane attraverso marketplace, retailer e siti di flashsales internazionali, l’Export digitale di prodotti raggiunge i 10,3 miliardi di euro, pari al 7% dell’Export italiano di beni di consumo e a poco più del 2% dell’Export totale. Le principali direttrici dell’Export digitale di prodotto sono rappresentate dall’Europa, che attrae il 50% circa del flusso a valore, e dagli USA (25%) seguiti da Cina (5%), Giappone (5%), e la Russia (3%). 
Nonostante l’elevata richiesta di prodotti italiani all’estero, l’Export digitale fatica ancora a decollare, soprattutto in alcuni settori (come Arredamento e home living, Food&Grocery) Oggi infatti sono ancora relativamente poche le aziende italiane che usano l’eCommerce per esportare. Questo perché spesso manca la conoscenza degli ingredienti fondamentali di un’efficace strategia di Export digitale. Non si tratta di lanciare un sito internet e tradurlo in diverse lingue. Al contrario, serve preparazione specifica sui singoli Paesi di destinazione, lasciandosi guidare e supportare da operatori che magari in quel mercato già operano e possono dare un aiuto concreto. La chiave è capire qual è il modello di export (insieme delle scelte di natura commerciale, legale, logistica, organizzativa, finanziaria)  più idoneo al contesto di destinazione e alla propria realtà aziendale. Questo lavoro di strutturazione del modello di export (o dei modelli, a seconda dei paesi) non è affatto semplice e non può prescindere da un’accurata fase di studio preliminare del mercato, delle sue caratteristiche e delle sue complessità. In questo senso, possono aiutare le iniziative di aggregazione e coordinamento di più imprese che, soprattutto nel caso delle PMI, possono essere utili a raggiungere la massa critica necessaria a raggiungere economie di scala e a valorizzare l’Export digitale verso specifici mercati.  


pubblicato il 07/05/2019

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Commercio, Economia e finanza, Tecnologia;

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